Sono contento  di quanto  si farà in questa occasione con l’iniziativa di piantare una serie di alberi quale segno di vita e di speranza in questo tempo difficile e che ancora ci preoccupa quanto mai utile e necessario  perché dove sono gli alberi c’è l’aria salubre necessaria alla esistenza di ciascuno di noi .Gli incendi che ci sono stati  nel territorio  di Susa hanno distrutto una serie di piante  che solo con la buona volontà e l’impegno di tutti stanno ricrescendo ma molto resta ancora da fare  per riportare all’ambiente la sua normalità che aveva  a suo tempo.

IL grande incendio  che al termine del mese di ottobre dell’anno 2017 ha interessato per quasi tre quarti il territorio  del Comune di Mompantero e che per tanti giorno ha impegnato persone di buona volontà giunta non solo dalla valle ma anche da tutta la regione è stata una prova dolorosa e una battaglia  dura e difficile in particolare per 450 persone che hanno dovuto lasciare la propria casa  .Piantare un albero è dunque un invito alla speranza e alla fiducia nel futuro. Bisognerebbe che a scuola si parlasse di questo e le nuove generazioni fossero coscienti della importanza di questo nostro gesto. Mi ricordo quando ero bambino e andavo ancora  a scuola elementare che ogni anno a ottobre di faceva la festa della pianta  e si andava nella campagna o nei boschi a piantare un albero :Nello stesso tempo si  ascoltava dalle nostre maestre una lezione apposita sulla necessità e bellezza che portano le piante alla salute della gente e al paesaggio. Bisognerebbe riprendere questa tradizione  perché i ragazzi che vivono con il telefonino in mano e altri mezzi moderni  sofisticati pensano che queste siano le cose principali  da possedere e utilizzare .Invece restano determinanti per la nostra stessa gioia e sopravvivenza ben altre cose quasi sono appunto gli alberi che vanno rispettati e curati perché sono una ricchezza per tutti  di bene per la salvaguardia dell’ambiente  e il rispetto dovuto alla madre terra  come viene chiamata che rappresenta il tesoro più prezioso che non dobbiamo sciupare  o svalutare . Non è solo la tecnologia che ci dà da mangiare e ci permette  di vivere in un ambiente salubre  che ci permette di offrire anche al nostro corpo quando di necessario abbiamo bisogno per la nostra crescita e la nostra stessa vita.Questa nostra iniziativa  va contro tante altre che purtroppo di operano nel  mondo in senso contrario che è quello di distruggere le piante e farne oggetto di  profitto  come avviene ad es nella Amazzonia un polmone mondiale che dona aria salubre a tutti gli uomini e gradualmente  per motivi solo economici di sfruttamento de legname rischia di essere rasa al suolo come si dice  con gravissime conseguenze  che unite alle altre che scombussolano il clima  e lo avvelenano sempre per motivi economici conducono alla morte della terra di cui noi e le generazioni  future ne porteranno il peso.

Desidero poi richiamare  anche  un progetto che mi auguro prenda piedi al più presto in questo territorio: quello di   dare vita a una fontana permanente qui’vicino al santuario della madonna del Rocciamelone. Una fonte disponibile ad ogni viandante e pellegrino  che voglia usufruirne  è un dono grande che be si addice al luogo dove è stata posta , a fianco del santuario.L’acqua è segno di vita nuova  e principio fondamentale di ogni nostro impegno perché senza attingere all’acqua sappiamo bene  a quante malattie e difficoltà andiamo incontro.Nelle sue apparizioni , pensiamo a Lourdes  Maria dona all’umanità una fonte  di grazia  e di bene  che si rivela qualche volta anche miracolosa per cui  questa scelta è per noi tutti e per quanti ne usufruiranno anche un invito a guardare a Maria santissima quale madre amorevole che ha cura del suoi figli .Non dimentichiamo nemmeno quanto ci diceva il papa  buono. Giovanni xxiii esimo : la parrocchia e questa parrocchia in particolare è come la fontana del villaggio dove tutti possono essere accolti e rifocillarsi sia che siano parrocchiani o pellegrini o persone che passano per caso in questo luogo .Fontana del villaggio appunto perché aperta a tutti senza nessuna remora o rifiuto .Tale mi auguro sia questo santuario. Un grazie a quanti si sono prodigati per promuovere questa bella  utile scelta  che oltre che servire i pellegrini indica alle nuove generazioni uno stile e una modalità di vita che sa impegnarsi per la salute e il benessere  non solo per stessi ma per tutti .

Procediamo ora alla benedizione di queste piante e di quanti le hanno volute  e promosse  con grande generosità e impegno.

Mons. Cesare Nosiglia

© Riproduzione riservata