Carissimi, presbiteri, diaconi e fedeli delle diocesi di Torino e di Susa,

dal 18 maggio, finalmente, si potrà riprendere a celebrare comunitariamente l’Eucaristia. È una grazia quella di poter ritrovare l’Eucaristia comunitaria, dopo mesi di digiuno forzato, pur nelle limitazioni che ancora questo tempo richiede e nelle precauzioni da osservare con cura, circa le necessarie misure di sicurezza.

Il protocollo concordato tra la CEI e il governo fissa i punti specifici di attenzione, che la seguente nota riprende, con qualche precisazione e applicazione:

1. Il numero, l’orario e il luogo delle celebrazioni. Se nelle Messe feriali non si darà presumibilmente alcun problema di afflusso, si pone il problema di organizzare le Messe festive in modo che non vi sia assembramento in chiesa, soprattutto alle porte di ingresso e uscita e sul sagrato. Per questo motivo, è bene che la distanza tra una celebrazione e l’altra sia di almeno un’ora e mezza, così da permettere l’igienizzazione dei banchi a celebrazione conclusa. La stessa precauzione si dovrà avere nel caso della celebrazione dell’Eucaristia all’aperto, che favorisce un migliore ricircolo dell’aria, e per questo motivo può essere preferita, là dove si danno le condizioni perché questo avvenga (uno spazio sufficientemente grande e protetto dal sole e dal calore estivo, una buona amplificazione).

2. La capienza massima e la distribuzione dei fedeli. Ogni comunità è chiamata a stabilire la capienza massima dei fedeli, sia al chiuso che all’aperto, tendendo conto della distanza minima di sicurezza (almeno un metro, laterale e frontale). Si predispongano sulle sedute dei segni che indichino dove ci si può fermare, per rispettare le dovute distanze. Un cartello posto all’ingresso della chiesa potrà segnalare il numero massimo di ingressi raggiunto, con l’invito a non entrare per tutelare la salute di tutti. Naturalmente i gruppi famigliari (genitori con figli, coppie di sposi, ma pure anziani con badanti) possono stare vicini, nello stesso banco, ma sempre nelle distanze stabilite.

3. Presenza e servizio dei volontari. L’accesso alla chiesa o al luogo esterno della celebrazione sia regolato da volontari, muniti di mascherina, guanti e 2 un segno di riconoscimento. Ad essi spetta coordinare la disposizione ordinata dei fedeli, vigilando anche sul sagrato e sulla sacrestia, alla quale è bene che nessuno acceda. Tra i loro compiti, quello di provvedere alla messa a disposizione di liquidi igienizzanti agli ingressi, di mantenere aperte le porte di ingresso e uscita (possibilmente distinte), per favorire un flusso più sicuro ed evitare che porte e maniglie siano toccate. Ad essi spetta, infine, coordinare il servizio di igienizzazione dei banchi, tra una Messa e l’altra, e al termine delle celebrazioni.

4. Igienizzazione degli ambienti. I luoghi di culto siano igienizzati regolarmente al termine di ogni celebrazione, mediante pulizia delle superfici con idonei detergenti ad azione antisettica. Per favorire il ricambio dell’aria, si aprano porte e finestre della chiesa, terminata la celebrazione. Al termine di ogni celebrazione, si disinfettino anche i vasi sacri, le ampolline e gli altri oggetti utilizzati, come anche i microfoni.

5. Ministerialità liturgica. Per favorire il rispetto delle norme di distanziamento, si deve ridurre al minimo la presenza di concelebranti e accoliti (uno solo), che sono comunque tenuti al rispetto della distanza prevista anche in presbiterio. In questa fase è sospeso il servizio dei ministranti. Si preveda la presenza di un organista, due o tre cantori, che possono anche animare il canto dell’assemblea, ma non del coro. Il lettore è bene che proclami le letture da un proprio foglietto, così da non toccare il Lezionario. Nella proclamazione del Vangelo, si eviti il bacio del Lezionario. Altri foglietti e sussidi per l’assemblea (come libretti di canto) sono da escludere.

6. Attenzioni celebrative. La raccolta delle offerte sia fatta al termine dell’Eucaristia o della celebrazione esequiale, tramite cestini posti al fondo della chiesa, oppure tramite borse per la questua con il manico lungo. Nella celebrazione eucaristica, si ometta il gesto dello scambio di pace. Prima della comunione, il sacerdote e i ministri si igienizzino le mani: in questo caso, si può distribuire la Comunione eucaristica senza guanti, solo sulle mani. Si può adoperare una pinzetta per prendere le ostie e metterle sulla mano del fedele. Vigilare su un accesso ordinato alla comunione, muovendosi al tempo opportuno, non tutti insieme e rispettando le distanze previste; è meglio evitare di passare tra i banchi. Il sacerdote può dire: “Il corpo di Cristo”, e tutta l’assemblea risponde: “Amen”, così da poter distribuire silenziosamente l’Eucaristia, indossando la mascherina.

7. Precauzioni igieniche del presidente della celebrazione. Colui che presiede la celebrazione, insieme ai concelebranti, indossi la mascherina nel rito di introito. Dall’inizio della Messa, tuttavia, può abbassarla per farsi udire meglio. Utilizzi tutte e precauzioni possibili perché le proprie mani non vengano a contatto con il viso e i capelli. Dalla presentazione dei doni in avanti, siano tenuti coperti la patena e il calice. Se raffreddato, eviti di distribuire la comunione, facendosi aiutare da un ministro straordinario. In caso di concelebrazione, la Comunione al calice sia fatta solamente per intinzione, lasciando all’ultimo sacerdote il compito di bere direttamente al calice.

8. Comunicazione. Si comunichino in apposite bacheche, oltre che sui social media della comunità, gli orari delle celebrazioni, il numero massimo di fedeli e la modalità ottimale di distribuzione. Sarà il tempo e la singolarità di ogni situazione a stabilire l’opportunità di ricorrere a strumenti digitali di prenotazione o di distribuzione dei fedeli. Si ricordino le precauzioni da osservare per chi viene (indossare la mascherina) e per chi, invece, deve rimanere a casa, perché ancora positivo o a contatto con positivi, o con sintomi di febbre o influenza.

9. Altre celebrazioni. Il richiamo al rispetto delle disposizioni indicate vale anche per le altre celebrazioni che in questo tempo sono possibili: la celebrazione del Battesimo e della Penitenza, del Matrimonio e le Esequie.

Relativamente alle Esequie, si può ritornare a celebrare la veglia funebre (o il rosario) per i defunti, nelle condizioni previste. Il limite delle 15 persone viene meno, e tuttavia si consiglia di svolgere il Rito nelle migliori condizioni precauzionali possibili, quanto al numero di presenti, al luogo (all’esterno della chiesa o del cimitero) e alla forma della celebrazione. Resta dunque in vigore la possibilità di celebrare il Rito delle Esequie fuori della chiesa, sul sagrato o nelle aree cimiteriali. Sono invece ancora da sospendere tutte le processioni, sia quelle dei funerali (nei piccoli centri è ancora usanza di accompagnare il defunto al cimitero) come quelle del Corpus Domini o delle feste della Madonna.

In conclusione, occorre che queste norme siano accolte e messe in pratica da ogni membro della comunità, sottolineandone non solo l’opportunità ma la necessità, così da assicurare quel grado di sicurezza che dà tranquillità e sollecita ciascun presente ad assumersi quelle responsabilità che permettono una serena celebrazione a vantaggio di tutti.

Con l’occasione, vi comunico che la Messa Crismale sarà quest’anno celebrata a Susa il giovedì 28 maggio alle ore 16 in Cattedrale e a Torino il sabato 30 maggio alle ore 9.30 nella chiesa del Santo Volto.

Con vivo e cordiale saluto,

Cesare Nosiglia

Arcivescovo di Torino

Vescovo di Susa

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