A Bevagna, in provincia di Perugia, è stata festeggiata in modo solenne, venerdì 23 agosto, la festa del proprio compatrono, il beato Giacomo Bianconi (1220-1301), dell’Ordine dei Predicatori domenicani.

La messa è stata concelebrata anche dall’Arcivescovo di Spoleto e Norcia, monsignor Renato Boccardo, valsusino di Sant’Ambrogio, e presidente della Conferenza Episcopale umbra.

Durante l’omelia, monsignor Boccardo ha proposto una riflessione a tre anni esatti (era il 24 agosto 2016) dal terremoto che ha sconvolto il centro Italia:

Renato Boccardo

Mons. Renato Boccardo

“Nell’anniversario della prima scossa del terremoto c’è un verbo- ha detto l’Arcivescovo- che è urgente declinare con serietà e responsabilità ed è il verbo restituire.

Bisogna restituire con urgenza alle popolazioni della Valnerina la fiducia che è stata loro rubata. Si erano riposte molte speranze nelle promesse e nelle assicurazioni ricevute dai diversi livelli istituzionali circa il ritorno nelle case e la ricostruzione.

A tutt’oggi, la realizzazione di queste promesse rimane vaga e viene ritardata da incomprensibili intoppi burocratici. Anche la basilica di San Benedetto, sbandierata da molti come icona di questo terremoto, è ancora occupata dalle macerie. E insieme alla basilica possiamo ricordare la cattedrale di Santa Maria, e tutte le altre chiese, le tante case e gli edifici pubblici. In fondo, c’è poca differenza, e direi c’è la stessa responsabilità morale nel trattenere migranti e profughi su una nave in attesa di un porto sicuro e nell’obbligare tanta gente a vivere fuori dalla propria casa nella precarietà e nell’attesa.

Non possiamo dimenticare, poi, che la tentazione dello scoraggiamento e della rinuncia attanaglia l’animo di molti e che molti giovani pensano e mettono in atto il progetto di recarsi altrove a cercare dignità e lavoro. Voglio sperare che il nuovo governo, indipendentemente dal colore e dagli orientamenti, sappia porre la questione del terremoto tra le sue più urgenti priorità”.

Articolo completo su La Valsusa del 29 agosto.

Giorgio Brezzo

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