Chiesa oggi

Mons. Roberto Repole si racconta a La Valsusa

Arcivescovo di Torino e Vescovo di Susa, mons. Roberto Repole ha ricevuto l’ordinazione episcopale sul sagrato del duomo di Torino il 7 maggio 2022 ed ha preso possesso della diocesi subalpina. Il giorno successivo ha fatto il suo ingresso a Susa. Ha 55 anni ed è stato ordinato sacerdote nel 1992 dal card. Saldarini. Il 19 febbraio di quest’anno papa Francesco lo ha scelto come successore di mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino e dal 2019 amministratore apostolico di Susa in seguito alla rinuncia di mons. Alfonso Badini Confalonieri. Ora le due diocesi sono unite ‘in persona episcopi’.

Cosa significa essere Vescovo di due diocesi alla luce di questi mesi di cammino come Pastore delle Chiese di Torino e Susa?
Per me è tutto nuovo, anche l’essere vescovo. E guidare due diocesi è una novità che si aggiunge alle altre. L’esperienza di questi mesi mi conferma che c’è bisogno di prestare grande attenzione: sono due diocesi molto simili ma anche molto diverse. A cominciare dalle dimensioni, una è piccola e l’altra è davvero molto grande. La Chiesa di Susa deve sentire che ha la sua peculiarità, la sua storia, i suoi valori ma deve percepire che essere unita nella persona del vescovo con un’altra diocesi più grande è fonte di benefici e quindi non deve sentirsi depauperata.
Proporzionalmente c’è un’attenzione maggiore a Susa: tutti i mesi incontro il clero ed è facile conoscere tutti i sacerdoti, anche se mi rendo conto che la percezione possa essere diversa perché è una Chiesa abituata ad avere un vescovo tutto suo. Cerco di gestire questo essere Pastore di due diocesi promuovendo le collaborazioni, le sinergie, il confronto.

Intervista completa su La Valsusa del 10 novembre.

Carmen Taglietto

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