Cronaca

Nell’Asl To3 ci sono sempre meno tamponi disponibili, la Fimmg: “Introducete l’accesso diretto”

Riceviamo dalla Sezione Provinciale della Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) un comunicato circa la perdurante carenza di tamponi nella nostra Regione e, in particolare, nell’Asl To3.

Dall’inizio della nuova ondata Covid, nell’Asl To3 è diventato quasi impossibile prenotare un tampone molecolare.

Alle 7 del mattino i medici di famiglia che accedono al portale in cui compaiono le disponibilità di tamponi, per prenotare l’esame ai loro pazienti che il giorno prima hanno manifestato sintomi, devono essere molto veloci, come in una gara l’uno contro l’altro: nella mattina di ieri, martedì 28 dicembre, alle 7.40 i tamponi disponibili erano già esauriti.

Questa situazione perdura da almeno un mese e a nulla sono valse le nostre segnalazioni. Le prime sono pervenute all’Asl tre settimane fa, poi la questione è stata discussa in una riunione con i direttori di distretto il 14 dicembre, la scorsa settimana abbiamo ancora comunicato che nulla era cambiato. Stiamo dicendo ai pazienti di fare in autonomia il tampone rapido per la conclusione delle quarantene ma la situazione invece di migliorare è ulteriormente peggiorata.

Anche per le nuove diagnosi molti pazienti sono costretti a lunghe code in farmacia o in centri privati, anche perché quando il medico riesce miracolosamente a prenotare un tampone molecolare, l’attesa per effettuarlo è comunque di almeno 4 giorni.

Sottolineiamo che in assenza di un tampone molecolare (o con un rapido di terza generazione non presente in Asl To3) eseguito il prima possibile le terapie con anticorpi monoclonali non sono effettuabili. Il risultato è che la migliore terapia per il Covid, nella nostra Asl rischia di non essere utilizzabile.

La carenza di tamponi è un problema noto in tutta la Regione, ma mentre altrove si esauriscono in mattinata o nel primo pomeriggio, in TO3 alle 8 del mattino la disponibilità è già finita. I pazienti devono sapere che la responsabilità di tutto questo non è del loro medico di famiglia ma di un sistema che ha delegato ai medici di ottemperare a una prestazione che poi si rivela non realizzabile, lasciandoli con il cerino in mano.

La soluzione? Realizzare hot spot ad accesso diretto per i sintomatici con la sola richiesta del medico, senza prenotazioni e altra burocrazia che ha già creato tanti danni collaterali in questa pandemia.

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