Un centinaio di giovani assiepati in una saletta (forse troppo piccola) di Villa San Pietro a Susa; scout, azione cattolica, i ragazzi della pastorale giovanile e un oratorio per tutti, quello di Villar Dora, insieme  per incontrare mons. Cesare Nosiglia, nuovo Vescovo di Susa e pur sempre arcivescovo di Torino.

“Io mi chiamo Cesare, quindi date a Cesare quel che è di Cesare… e io sono genovese di origine  (e tifoso della Sampdoria). A voi però chiedo solo amicizia, dobbiamo incontrarci, conoscerci e condividere”. 

L’esordio è quello giusto per rompere il ghiaccio, ammesso che ci sia. I giovani ridono ma i contenuti sono seri. E poi: “Il vescovado deve diventare la casa dei giovani. Fate un gruppo di vostri rappresentanti che possano avere un contatto diretto con me. Darò loro la mia mail privata, comunicheremo direttamente, senza mediazioni. E visto che manovrate con agilità le tecnologie spiegatemi come usarle meglio per comunicare in tempo reale“.

Ancora: “Voi giovani dovete imparare a osare. Date una mano alla chiesa locale, partecipate. Superate il detto “si è sempre fatto così” che rischia di mettervi fuori e di escludervi. La chiesa ha bisogno di voi”. Alla fine la foto di gruppo, con il vescovo Nosiglia, don Antonello Taccori della Pastorale Giovanile e tutti i giovani.

L’appuntamento adesso è domenica 27, alle 15, nella Cattedrale di Susa per accogliere mons. Cesare Nosiglia, nostro nuovo vescovo.

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