Domenica 14 aprile, in occasione della prima Giornata del Romanico in Piemonte, hanno riaperto le porte ai visitatori il Museo Archeologico e i percorsi artistici dell’abbazia benedettina dei Santi Pietro e Andrea a Novalesa.

Le visite, per gruppi di turisti, appassionati e scolaresche, sono a cura della comunità monastica e del Centro Culturale Diocesano, con il sostegno della Città metropolitana di Torino, proprietaria dell’Abbazia di Novalesa fin dal 1973, quando l’ente si chiamava Provincia di Torino e acquistò il complesso per salvarlo dal degrado e realizzare un polo culturale: nel 2009, esattamente dieci anni fa, si inaugurò il Museo Archeologico, ospitato nelle sale dell’antico refettorio dei monaci e nel portico che si affaccia sul cortile dei novizi: espone gran parte dei più significativi reperti emersi dalle campagne di scavo che dal 1978 al 2008 hanno interessato il complesso, oltre a due sezioni dedicate alla storia monastica e al restauro del libro.

Il legame con la comunità e il radicamento nel territorio prendono forma nel coinvolgimento di studenti valsusini mediante progetti di alternanza scuola/lavoro messi in atto con gli istituti scolastici superiori per aiutare i ragazzi a consolidare le conoscenze acquisite a scuola, arricchirne la formazione e orientarne il percorso prima di studio e poi di lavoro.

L’esperienza di visita ben si inserisce nella definizione di turismo auspicata a fine marzo da Papa FrancescoNon ispirato ai canoni del consumismo o desideroso solo di accumulare esperienze, ma in grado di favorire l’incontro tra le persone e il territorio, e di far crescere nella conoscenza delle comunità che vi abitano”.

A questa concezione si rifà anche l’attività di valorizzazione di un itinerario storico e religioso quale è la Via Francigena: l’Abbazia di Novalesa sorge proprio lungo questo itinerario, riconosciuto nel 2015 come percorso di interesse regionale e inserito a livello nazionale nel 2017 nella “tentative list” per diventare patrimonio dell’Unesco. Percorrerla oggi significa intraprendere un viaggio alla scoperta di arte, natura e cultura contemplando paesaggi memorabili.

Novalesa è anche tra le località coinvolte nel progetto della CicloVia Francigena Valle di Susa sviluppato dall’Unione Montana Valle Susa nell’ambito della più ampia bike area: una via verde e sostenibile per turisti e residenti che collegherà Caselette a Moncenisio connettendosi poi alla Francia attraverso la Maurienne, in parte recuperando strade secondarie e in parte creando una nuova viabilità che andrà a interfacciarsi con i centri abitati e le stazioni ferroviarie.

Sara Ghiotto

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