Da ieri, martedì 25 maggio, in tre punti d’ingresso di Giaveno (via Avigliana, via Cumiana e via Torino) campeggiano vistosi cartelli colorati di sei metri per tre che accolgono con un caloroso benvenuto in ben cinque lingue straniere i turisti che ci si aspetta possano tornare numerosi alla fine della pandemia.

L’ideazione grafica è dell’amico Ezio Giaj, esperto di marketing turistico, mentre le immagini sono dei maestri di fotografia Remo Caffaro, Marco Rosa Marin e Elio Pallard, che hanno ritratto quelli che sono gli elementi più caratteristici della nostra Città“, afferma il sindaco, Carlo Giacone.

Gli impianti della cartellonistica di benvenuto sono stati realizzati dalla ditta Squillari di Torino e seguiti nei lavori dall’Ufficio Tecnico di Giaveno.

Al di là dell’effetto sicuramente impattante su chi guarda i cartelloni, c’è però anche un altro particolare su cui è caduta l’attenzione di alcuni nostri lettori: la scritta in francese “bienvenu”, in quel contesto, non sarebbe corretta. Mancherebbe infatti una “e” al fondo.

La formula di saluto precisa da usare in quel caso sarebbe ‘bienvenue’ — ci dice un lettore madrelingua francese —. Così com’è scritto, bienvenu, sembra un pronome o un aggettivo. Sarebbe corretto in una frase del tipo “Monsieur Rossi est le bienvenu, il signor Rossi è il benvenuto, ma se si vuole salutare, come in questo caso, ci vuole una ‘e’ alla fine. Chiederei quindi al sindaco di armarsi di pennello e aggiungere questa vocale“.

Anche diversi insegnanti e traduttori da noi contattati confermano che sul cartellone manca una “e” a bienvenu.

Si tratta, insomma, di uno scivolone un po’ inaspettato per una città che è gemellata con ben due comunità francesi: Saint-Jean-de- Maurienne e Chevreuse. Che sia colpa del traduttore di Google?

 

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