In principio c’erano gli sms e le mail sgrammaticate provenienti da numeri o indirizzi farlocchi che facevano più tenerezza che paura e che invitavano il destinatario a seguire urgenti procedure per rientrare in possesso di presunti conti bloccati o per terminare transazioni non andate a buon fine.

Ora, invece, se l’intento truffaldino è rimasto lo stesso, le tecniche di persuasione si sono affinate molto e anche la grafica delle mail- truffa scimmiotta senza grandi differenze quelle dei più conosciuti istituti di credito nostrani.

Abbiamo ricevuto segnalazioni da parte di alcuni clienti che dicono di essere stati contattati da un nostro sedicente call center subito dopo avere effettuato un acquisto online (su siti del tutto sicuri)”, dice l’impiegata di una banca che vuole rimanere anonima.

Il trucco è semplice ma geniale: convincere il malcapitato che la transazione sia fallita e occorra reinserire i codici di sicurezza per l’accesso al proprio conto e per completare l’operazione.

Servizio su La Valsusa del 24 dicembre.

Alberto Tessa

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