Fra gennaio e febbraio, la Croce Rosa di Giaveno è riuscita ad accaparrarsi ben 54 quintali di arance, mandarini e clementine provenienti dalla Calabria.

Gli agrumi, tutti di ottima qualità, rappresentavano delle eccedenze alimentari e se non fossero stati consegnati a qualche ente di pubblica utilità sarebbero stati molto probabilmente destinati alla discarica.

Si sarebbe trattato di uno spreco in qualsiasi epoca, ma in quella in cui stiamo vivendo, caratterizzata da una profonda crisi economica legata alla pandemia, sarebbe stato un vero e proprio sacrilegio.

Poiché seguiamo una sessantina di famiglie valsangonesi, quelle cinque tonnellate abbondanti erano troppe anche per noi, così abbiamo coinvolto pure altre associazioni”, dice Marco D’Addario, giovane membro della Cri giavenese.

Servizio su La Valsusa del 25 febbraio.

Alberto Tessa

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