Sono giovanissimi valsusini, poco più che maggiorenni, con tanta voglia di cambiare il mondo e chissà che un poco in meglio, grazie a loro, questo mondo non cambi per davvero. Sono Federica Bruno, Beatrice Blandino, Alessandra, Romina e Caterina Borello di Chiusa San Michele, Dario Rubella, Silvia e Pietro Folco di Villar Focchiardo i ragazzi che il prossimo 12 aprile partiranno alla volta del Senegal, Stato dell’Africa occidentale, dove rimarranno due settimane e dove porteranno aiuti concreti a un centro diurno per bambini abbandonati e a un orfanotrofio di Mbour, cittadina a un paio d’ore di auto dalla capitale Dakar. “Alcuni di noi studiano Scienze Infermieristiche e Medicina; io, invece, frequento la facoltà di Scienze Internazionali, Cooperazione e Sviluppo — spiega Beatrice Blandino, ex allieva dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Giaveno (Mag) — Chi ha alle spalle un po’ di pratica medica darà una mano nell’infermeria del centro, mentre io e gli altri ci occuperemo di aiutare chi bada ai bimbi”. Nel centro di Mbour sono accolti, durante il giorno, i cosiddetti “talibé”, ragazzini che vengono affidati da famiglie economicamente allo stremo o troppo numerose ai “marbut” che dovrebbero prendersene cura, ma che, molto spesso, li abbandonano al loro destino. “Al Centro possono trovare un pasto assicurato ogni giorno e cure sanitarie gratuite, dato che in Senegal la sanità è integralmente a pagamento”, spiega ancora Beatrice. Nell’orfanotrofio, invece, vengono ospitati i bimbi orfani di entrambi i genitori o anche soltanto della madre. Non è la prima volta che i giovani valsusini si recano in Senegal: già lo scorso anno, infatti, alcuni di loro, appoggiandosi all’associazione torinese Prati- Care che li sosterrà anche in questa nuova avventura, avevano trascorso una quindicina di giorni nel Paese africano. “Da qualche settimana, stiamo raccogliendo un po’ di materiale didattico, farmaci generici, vestiti per bambini/ ragazzi, caramelle e libri in francese. Il Maria Ausiliatrice di Giaveno ci sta dando una mano e chiunque voglia donarci qualcosa, purché non sia cibo (che non siamo in grado di trasportare né di stoccare una volta arrivati), è il benvenuto e può scrivermi una mail a: blandino.be@gmail.com o telefonarmi al numero: 392- 4499415”.

A.T.

© Riproduzione riservata