È stata scelta una data simbolo, il 31 ottobre, giorno in cui in tutto il mondo si ricorda la Riforma protestante, per inaugurare il nuovo Museo Storico Valdese di Torre Pellice, l’unico che racconta tutti gli aspetti gli oltre otto secoli di storia valdese.

Un museo completamente rifatto grazie al contributo della Tavola Valdese (Otto per mille), della Regione Piemonte e della Società di Studi Valdesi, il sostegno di sponsor tecnici e il patrocinio del Comune di Torre Pellice.

A firmare il progetto, gli architetti Margherita Bert e Massimo Venegoni, autori di numerosi interventi su strutture storiche museali come il Forte di Bard. Si tratta di una profonda trasformazione architettonica, espositiva e comunicativa del complesso, che cambia in modo sostanziale le caratteristiche di un’istituzione nata oltre un secolo fa per conservare un patrimonio che discende da una specifica identità culturale e di fede, fatto di incisioni, documenti, libri, stendardi e cimeli.

Il nostro è un museo con una storia di 129 anni, nato nel 1889 come museo del patrimonio condiviso della comunità valdese. – spiega Davide Rosso, direttore del centro culturaleCon l’avvicinarsi, nel 2017, del cinquecentenario della Riforma protestante, a una trentina d’anni dall’ultimo allestimento, abbiamo cominciato a pensare che occorreva darsi strumenti nuovi per raccontare la storia valdese. Quello che presentiamo non è solo un riallestimento del vecchio museo con strumenti più moderni, ma è un vero e proprio nuovo museo, in cui la comunità valdese rappresenta, sì, sé stessa, ma è anche, e forse soprattutto, un museo “autoriale”, ovvero che per ciascun periodo ha uno o più studiosi a curarne i contenuti”.

Una struttura che ha il compito, dice il moderatore della Tavola Valdese, Eugenio Bernardinidi raccontare la vicenda appassionante di una minoranza religiosa che è anche uno specchio del mutare nei secoli della società italiana ed europea sui temi dei pregiudizi e delle libertà. Un museo ‘valdese’ sì, ma anche ‘piemontese, italiano ed europeo”.

Abbiamo voluto fin dall’inizio che il nuovo Museo Storico Valdese avesse un avvio collettivo con la consultazione di persone portatrici di interessi diversi per la storia e per il territorio delle valli valdesi: membri delle chiese locali, volontari responsabili di piccoli musei, operatori turistici e amministratori” aggiunge Erika Tomassone, presidente della Fondazione Centro Culturale Valdese.

Il nuovo allestimento alterna ambienti espositivi diversi, in un percorso articolato in sei grandi sezioni temporali, dai quali si accede alla torretta panoramica dello storico edificio dell’ex Convitto valdese, costruito negli anni Venti del ‘900, aperta su tre lati sul territorio della storia valdese.

Completano la struttura, un ampio spazio per mostre temporanee a partire dall’esposizione di opere dell’artista protestante Paolo Paschetto (1885 -1963), il deposito visitabile, una sala incontri, un’ampia sezione etnografica che illustra la vita delle comunità valdesi valligiane nei secoli XIX e XX. Oltre agli oggetti fisicamente esposti nel Museo, sono parte integrante del patrimonio culturale unitario valdese, i circa 90.000 volumi di storia, teologia, filosofia e religione della Biblioteca Valdese e circa 35.000 fotografie sulle valli valdesi e sulla vita delle chiese custodite nell’Archivio Fotografico.

Il Museo Storico si trova in via Beckwith 3, a Torre Pellice. Fino a domenica 4 novembre, apertura speciale dalle 15 alle 18 al costo di 3 euro; visite gratuite alle 16.30; successivamente il museo sarà aperto da giovedì a domenica dalle 15 alle 18 al costo di 6 euro. La mostra di Paolo Paschetto sarà visitabile sino a fine anno. Info e prenotazioni: www.fondazionevaldese.org; 0121.932179 (martedì – venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).

Anita Zolfini

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