Sono oltre 150 mila in 8 anni le persone migranti che al rifugio Massi di Oulx hanno trovato accoglienza, cura attenzione. Persone – e non “numeri” di un’emergenza da gestire – che in una, due o tre notti, hanno vista riconosciuta la propria dignità.
Persone di ogni età, anche neonati, che continueranno a transitare nel proprio percorso di fuga da guerre violenze e fame e ad avere bisogno di accoglienza, ma per loro – a breve, ma non ci sono tempi precisi – il Massi, gestito dalla fondazione Talità Kum presieduta da don Luigi Chiampo, non ci sarà più.
La fondazione che da 40 anni inserisce persone nel mondo del lavoro generando circoli virtuosi su questo fronte si deve arrendere. I dipendenti – che erano una decina – resteranno a casa perchè posti di lavoro al Massi alle condizioni attuali non sono più sostenibili.
Lo spiega con amarezza e con chiarezza don Chiampo dopo che per più di un anno ha cercato, per ogni strada possibile, alternative a questo epilogo che porta con se tre ferite: i posti di lavoro persi, un’accoglienza che continua ad essere necessaria ma a queste condizioni di carenza di fondi non è più praticabile, e – a livello politico e territoriale – una mancata volontà di cogliere l’importanza di sostenere una realtà significativa per la valle.
Servizio su La Valsusa del 23 luglio.
















