Gli olandesi credono sempre di meno in Dio, o per lo meno praticano sempre di meno una religione. È il dato che emerge dai dati pubblicati dall’Ufficio nazionale di statistica (Centraal Bureau voor de Statistiek): oggi il 51% degli olandesi al di sopra dei 15 anni non appartiene ad alcuna Chiesa, o religione in generale, mentre nel 2016 erano il 49% a dichiararsi non appartenenti, nel 2012 il 46%. La minoranza credente è per il 24% legata alla Chiesa cattolica, per il 6% alla Chiesa riformata e altrettanti a quella protestante, il 6% ad altre denominazioni, all’islam il 5%. Il 78% della popolazione olandese stando ai dati pubblicati non ha mai partecipato, o ha partecipato raramente, a un servizio religioso, il 10% ci va una volta alla settimana (per i cattolici la percentuale è del 6%), il 3% è andato da 2 a 3 volte al mese e la stessa percentuale ha frequentato una celebrazione o incontro religioso una volta al mese; il 7% meno di una volta al mese. I dati cambiano per fasce d’età e sono diversi per uomini e donne: tra gli olandesi over75, il 71% ha dichiarato di essere religioso, il 34% di partecipare regolarmente a una celebrazione in un luogo di culto. I meno religiosi sono i giovani tra i 18 e i 25 anni: il 32% è in qualche modo legato a un gruppo religioso, e di questi il 13% lo frequenta regolarmente. Degli uomini è il 46% ad appartenere a un gruppo religioso, tra le donne il 52%. Abbiamo chiesto un commento su questi dati a Joris Kregting, sociologo della religione e docente presso la facoltà di teologia e filosofia dell’università Radboud di Nijmegen.

Quale significato hanno le ultime cifre circa l’appartenenza religiosa?

Il processo di secolarizzazione, in termini di declino dell’impegno verso le Chiese cristiane, non è nuovo nei Paesi Bassi: va avanti da alcuni decenni. Adesso però l’Olanda ha raggiunto il punto in cui il cristianesimo è diventato una minoranza, e questa è una novità.

Che tipo di conseguenze sociali ha questa tendenza nei Paesi Bassi, ad esempio in termini di valori vissuti o non più presenti tra le persone?

Penso che le conseguenze siano innanzitutto pratiche, vale a dire edifici ecclesiastici che devono essere venduti o organizzazioni con radici nell’istituzione cristiana (come mass media, scuole e assistenza) che stanno perdendo il loro pubblico di riferimento e devono trasformarsi. Ci sono però anche ben altre conseguenze: il modo in cui nel passato le persone erano legate l’una all’altra in piccole comunità religiose è stato trasformato in una società più individualizzata in cui alcune persone si sentono sole e perdute.Detto in sintesi: la coesione sociale è sotto pressione e la società olandese cerca dei sostituti alle comunità cristiane.

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