Loro sono Benedetta Gini (di S.Antonino) e Paola Bertolotto (di Caselette). Da alcuni anni collaborano con La Valsusa e, dal 14 al 16 febbraio, sono andate ad Assisi per partecipare alla scuola di formazione per giovani giornalisti e comunicatori promossa dall’Ucsi (Unione Cattolica della stampa italiana), intitolata al vaticanista Giancarlo Zizola.

Il Tema: “Verità e responsabilità nel giornalismo di oggi”.

Tra i relatori Nello Scavo di Avvenire e Roberto Vicaretti di Rai News 24. Giornalisti sotto scorta per inchieste e reportage di denuncia. Con loro anche Federico Badaloni del gruppo Gedi e il presidente nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Carlo Verna.

“Da appassionata di comunicazione e da cristiana – racconta Paola Bertolotto – mi ha rincuorato scoprire che ci sono ancora giornalisti e formatori con un’etica e con … cervello, e che alcuni occupano posizioni importanti nei media nazionali a discapito di più comuni e più agguerriti …pennivendoli”.

Un rilievo critico? I vertici dell’Ordine, intervenuti alla scuola: “Danno l’impressione di vivere in una galassia lontana. Le statistiche che danno la sfiducia verso i giornalisti in crescita costante lasciano intendere che i problemi non vogliono essere risolti da chi forse potrebbe farlo”.

“Altri due dati mi hanno sconvolta”, aggiunge Paola. “ Primo: solo il 44% dei giornalisti italiani pensa che “fare giornalismo” significhi fare domande scomode ai potenti. Mi chiedo quale pensino sia il loro lavoro i restanti: è come se 6 medici su 10 pensassero di non esser tenuti a curare le persone”.

E poi l’età dei presenti alla scuola. “Una forbice netta, con la divisione in due gruppi. Uno sotto i 25 anni, con neolaureati che si accontentano di farsi mantenere dai genitori; uno sopra i 45 anni, con quelli che sono riusciti a salire sull’ultimo treno. Nel mezzo poche stelle sparse ed alcuni superstiti al “pian dei babj”, che come la sottoscritta si sono adeguati ad altri mestieri per portar avanti la passione di scrivere nel tempo libero”.

Benedetta Gini, a proposito della scuola di Assisi, parla di “ambiente caleidoscopico. Tante realtà diverse (giornali, tv, uffici stampa) e molte professioni che per quanto possano sembrare simili si sono rivelate invece diverse tra loro per “missione” e modalità di lavoro. Molti e variegati anche i momenti di confronto: non solo durante gli incontri formativi (e formali) ma anche e soprattutto durante i pasti e nelle pause caffè o momenti liberi. Sono rimasta immersa in un universo parallelo, abitato da tanti professionisti che amano il proprio lavoro e si impegnano a portare avanti la propria missione con rinnovato entusiasmo”.

“Mettete la cucina a vista

E’ la frase che più ha colpito Benedetta. “L’ha pronunciata l’architetto dell’informazione, Federico Badaloni. In fondo l’informazione è come un ristorante che ha subito un’invasione di blatte; dopo la bonifica e la riapertura, cosa fa per attirare nuovamente la fiducia dei clienti? Mette la cucina a vista”.

Che cosa significa? “Che negli anni del digitale i lettori devono fidarsi dei loro giornali, e per farlo hanno bisogno che siano gli stessi giornali a fare il primo passo verso di loro”.

Come? Non bisogna avere paura di mostrare tutto di sé. In primis il proprio credo, inteso come lealtà a quella serie di valori che ispirano il lavoro del giornale, senza dimenticare di non celare anche le proprie fragilità e i propri errori”.

Sottotono invece l’intervento del presidente dell’Ordine dei Giornalisti, Carlo Verna. “In momenti diffficili come questi forse ci sarebbe bisogno di un Ordine professionale più vicino ai lavoratori dell’informazione” , è il commento di Paola e Benedetta

BRUNO ANDOLFATTO

Anche Paola e Benedetta tra gli intervistati

Scuola Ucsi 2020 – Federico Badaloni (Gruppo Gedi)

Nello Scavo (Avvenire) alla scuola “Giancarlo Zizola” del 2020

Scuola Ucsi 2020 – Roberto Vicaretti (Rainews 24) ad Assisi

Scuola Ucsi 2020 – Carlo Verna (Odg) incontra i giovani giornalisti ad Assisi

Scuola Ucsi 2020 – Assisi, 14-16 febbraio

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