“La malattia è un ostacolo difficile da superare ma può diventare una chiave di svolta, capace di aprire una finestra su un mondo zeppo di cose che credevi scontate ed invece non lo sono. Dà occhi nuovi per guardare fuori, ma soprattutto dentro di sé, apre alla consapevolezza che questo nostro corpo ce lo dobbiamo tenere buono, ci ricorda che è fondamentale imparare a volersi bene”.

È un’autentica e severa lezione di vita quella che, in pochi minuti di chiacchierata, dispensa Paola Zaccagni.

Giavenese d’adozione, fisioterapista all’ospedale Mauriziano prima e, oggi, al polo sanitario di Giaveno, un tumore al seno diagnosticato a 40 anni.

Da sempre abituata a curare gli altri, si è trovata dall’altra parte, ad essere lei ad aver bisogno di cure e attenzioni. Era il 2001.

Da allora è passato quasi un ventennio: oggi Paola è guarita ma, soprattutto, è impegnata con tante altre donne con il suo stesso trascorso ad aiutare altre donne.

Lo fa pagaiando su una barca con testa e coda di dragone, il Dragon Boat, da capitana delle Dragonette di Avigliana: è una “donna in rosa”, come le sue compagne d’avventura.

Remano tre volte a settimana sul Lago Grande, o in altri corsi d’acqua in occasione di festival, non solo perché è stato accertato che praticare questo sport, che impegna braccia e busto, è un toccasana per il recupero fisico per chi è stata operata al seno.

Articolo completo su La Valsusa del 7 marzo.

Anita Zolfini

© Riproduzione riservata