“Quando Dio è entrato nel mondo per Maria, è entrato in pazienza”. Lo ha affermato Papa Francesco, nella decima puntata del programma “Ave Maria”, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova.

Il programma “Ave Maria”, nato dalla collaborazione tra il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in undici puntate, nel corso delle quali don Pozza conversa con il Papa sulla preghiera più conosciuta al mondo e incontra noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo.

“Quando vedo il popolo cristiano paziente (gli ammalati che accettano la malattia, le mamme di famiglia, gli anziani soli che tollerano di esserlo, i detenuti e i tanti che sopportano il dolore con pazienza) – aggiunge il Papa – penso che chi patisce con pazienza si collega alla passione di Dio in Cristo. Ecco, quando penso ai segni di speranza, la parola che mi vien in mente è proprio pazienza”.

“Entrare in pazienza – prosegue Francesco – è la capacità di portare sulle spalle le cose della vita ma portarle con una speranza, portarle guardando avanti. Solo un appassionato è capace di pazienza. Chi non ha l’esperienza della passione cristiana, di essere appassionato, al massimo può arrivare alla tolleranza”.

Il Papa ribadisce poi che “la Chiesa è donna, la Chiesa non è maschio, non è ‘il’ Chiesa. Noi chierici siamo maschi, ma noi non siamo la Chiesa. La Chiesa è donna perché è sposa. Maria è donna, è sposa di Giuseppe, pienamente accogliente dello Spirito Santo e dunque Madre di Cristo e della Chiesa. Quest’ultima è la sposa di Cristo. C’è una percezione della ‘maternalità’ della Chiesa che viene dalla ‘maternalità’ di Maria, della tenerezza della Chiesa che viene dalla tenerezza di Maria”.

© Riproduzione riservata