Lo storico “mea culpa” per le discriminazioni contro la comunità rom, la beatificazione di sette vescovi martiri greco-cattolici vittime del regime comunista, la recita del Padre Nostro a fianco del patriarca Daniel e la prima Messa celebrata da un Pontefice in Transilvania.

Sono i momenti salienti del viaggio del Papa in Romania, dal 31 maggio al 2 giugno, 20 anni dopo Giovanni Paolo II, il primo papa a visitare un Paese a maggioranza ortodossa, e 30 anni dopo la caduta del Muro di Berlino. No a “cultura dell’odio” e della paura, sì a dialogo e fraternità.

Articolo completo su La Valsusa del 6 giugno.

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