Le piaghe di Gesù “costituiscono la fonte della pace, perché sono il segno dell’amore immenso di Gesù che ha sconfitto le forze ostili all’uomo, il peccato, la morte”.

Lo ha spiegato il Papa, nel Regina Coeli di domenica scorsa , in cui si è soffermato sull’apparizione di Gesù Risorto nel cenacolo, dove erano riuniti gli apostoli, in preda allo smarrimento e alla paura.

“Gesù si presenta vivo in mezzo a loro e, mostrando le sue piaghe – Gesù ha voluto conservare le sue piaghe –, nel corpo glorioso, dona la pace come frutto della sua vittoria”, ha ricordato Francesco: “Ma quella sera non era presente l’apostolo Tommaso. Informato di questo straordinario avvenimento, egli, incredulo dinanzi alla testimonianza degli altri apostoli, pretende di verificare di persona la verità di quanto essi affermano. Otto giorni dopo, cioè proprio come oggi, si ripete l’apparizione: Gesù viene incontro all’incredulità di Tommaso, invitandolo a toccare le sue piaghe”.

“È un insegnamento per noi – il commento del Papa – come se Gesù dicesse a tutti noi: ‘Se tu non sei in pace, tocca le mie piaghe’ “Tu non sei in pace? Va’, va’ a visitare qualcuno che è il simbolo della piaga di Gesù. Tocca la piaga di Gesù. Da quelle piaghe scaturisce la misericordia. Per questo oggi è la domenica della misericordia”.

“Le piaghe di Gesù sono un tesoro: da lì esce la misericordia. Siamo coraggiosi e tocchiamo le piaghe di Gesù. Con queste piaghe Lui sta davanti al Padre, le fa vedere al Padre, come se dicesse: ‘Padre, questo è il prezzo, queste piaghe sono quello che io ho pagato per i miei fratelli. Non dimenticare le piaghe di Gesù”.

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