Sono ancora negli occhi di tutti i valsusini (e di molti altri italiani) le fiamme e il fumo che, nella tarda serata di mercoledì 24 gennaio, avvolsero la Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte ed edificio candidato a diventare Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Per qualche ora si temette il peggio e, inevitabilmente, a molti sovvenne il tragico epilogo de “Il nome della rosa” di Umberto Eco, quando la biblioteca dell’immaginaria (ma non troppo) abbazia viene pressoché distrutta dalle fiamme.

Per fortuna, grazie soprattutto al tempestivo intervento di numerose squadre dei Vigili del Fuoco, i danni furono, tutto sommato, abbastanza contenuti e già dal giorno dopo la Regione Piemonte, proprietaria della millenaria abbazia che oggi è gestita dai Padri rosminiani, si impegnò a trovare i fondi necessari ai lavori di ristrutturazione.

Il 25 gennaio, il presidente Sergio Chiamparino si recò personalmente in visita alla Sacra, garantendo l’impegno delle Istituzioni nell’opera di ricostruzione delle parti distrutte.

Nella giornata di ieri, mercoledì 24 ottobre, le parole si sono trasformate in fatti con l’avvio dei lavori del primo lotto di ristrutturazioni.

“Per il momento sarà interessato il solo tetto del monastero vecchio — fanno sapere dalla Sacra — Il costo di questo primo intervento è stato quantificato in 300mila euro”. Più avanti toccherà alle stanze sottostanti, danneggiate in parte dalle fiamme e in parte dalle infiltrazioni dell’acqua usata dai pompieri per domare l’incendio quella sera fatale.

Il primo lotto di lavori è stato assegnato alla ditta Ronga di Salerno. I tempi per il ripristino totale degli ambienti danneggiati non sono ancora chiari, ma l’importante è che si sia riusciti a partire, a nove mesi esatti da un evento che ha tenuto con il fiato sospeso mezzo mondo.

Alberto Tessa

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