Cronaca

Pellet, legna e cippato: nel 2026 riscaldare a biomassa costa meno dei combustibili fossili

L’escalation militare in Medio Oriente sta riportando tensione sui mercati energetici, con forti rialzi dei prezzi di gas e combustibili fossili e ricadute immediate sulle bollette di famiglie e imprese. In questo contesto instabile, i dati più recenti di AIEL confermano che le biomasse legnose restano una delle fonti più stabili e competitive per il riscaldamento.

A gennaio 2026 il prezzo medio nazionale del pellet certificato ENplus® A1 si attestava a 6,9 euro per sacco da 15 kg, in aumento del 27% rispetto a un anno prima (circa 1,5 euro a sacco). Nonostante il rialzo, produrre 1 MWh termico con pellet costa circa 96 €/MWh, meno del gas naturale (107 €/MWh) e del gasolio da riscaldamento (136 €/MWh).

Ancora più convenienti sono le altre biomasse legnose. La legna da ardere si conferma a gennaio 2026 intorno ai 67 €/MWh, mentre il cippato, grazie alla filiera locale e a un’ampia disponibilità di materia prima, resta il combustibile più economico, con un costo di circa 32 €/MWh. Valori che mostrano come le biomasse possano contenere la spesa energetica di famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni, offrendo al tempo stesso una soluzione rinnovabile e domestica.

«Le tensioni geopolitiche di queste settimane dimostrano quanto sia rischioso dipendere in misura così elevata da gas e petrolio», osserva il presidente di AIEL, Marco Bussone. «Le biomasse legnose rappresentano una risorsa rinnovabile, disponibile sul territorio e capace di rafforzare la sicurezza energetica del Paese, riducendo l’esposizione dell’Italia alle crisi internazionali».

Bussone richiama anche le esperienze più avanzate di filiera integrata, come quelle avviate in Val di Susa, dove nuovi impianti a biomassa e operatori forestali lavorano in rete e sono associati ad AIEL. «I nuovi impianti a biomassa realizzati in Val di Susa dimostrano che questa è una strada già percorribile e di successo: qui tutta la filiera, dagli operatori forestali ai gestori degli impianti, è organizzata e associata ad AIEL, e può diventare un esempio nazionale di buona pratica per il riscaldamento rinnovabile dei territori montani».

Sul fronte delle risorse, le foreste italiane coprono oltre 11 milioni di ettari, quasi il 40% del territorio nazionale, ma il tasso di prelievo è ben sotto la media europea e solo una parte delle superfici è gestita con piani strutturati. Per AIEL, rafforzare la filiera forestale nazionale e il ruolo del legno-energia significa tenere insieme sicurezza energetica, gestione attiva dei boschi e sviluppo delle aree interne. «La filiera legno-energia è il motore dell’economia reale dei territori e un pilastro della sicurezza energetica del Paese» – dice Marco Bussone, da poco eletto presidente di AIEL per il triennio 2026-2029.

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