Venerdì 23 novembre alle 21, presso la Sala “E. Rege Moretto” della Parrocchia di Sant’Antonino di Susa si terrà un interessante incontro sulle DAT per riflettere sulla normativa e sulle sue conseguenze, in particolare rispetto al rapporto medico-paziente.

Abbiamo incontrato il dottor Andrea Manazza, medico oncologo palliativista, relatore della serata, che ci ha chiarito alcune questioni.

Perché parlare di DAT, un tema controverso e su cui già si è detto molto?

Può essere utile parlarne, perché si è detto molto, ma in modo superficiale ed emotivo: mancano pacatezza e profondità.

Cosa cambia con questa nuova normativa?

Moltissimo, sia dal punto di vista della filosofia del diritto, che dal punto di vista della pratica clinica.

C’è ancora una possibilità di rapporto di fiducia tra medico e paziente?

Ci sarà sempre questa possibilità, perché ognuno di noi è libero: sono gli uomini a creare la realtà, non viceversa.

Quali prospettive per una vera educazione alla vita?

Educare alla libertà cosciente, attraverso formazione teorica ed esperienza pratica.

Questa educazione della persona è alla base del lavoro del Centro Culturale Pier Giorgio Frassati che da dieci anni, in Sant’Antonino e collaborando con la sede di Torino (attiva dal 1981) organizza interessanti incontri culturali. Abbiamo chiesto alla referente, dott.ssa Susanna Zago,

qual è il fine educativo del Centro Culturale?

Il Centro Culturale Pier Giorgio Frassati opera a Torino dal 1981 ed ha avuto origine da un particolare evento: la visita di Giovanni Paolo II alla città piemontese. In quella occasione il Papa sottolineò quanto fosse necessario rendere di nuovo cultura la fede, reincarnando i valori dell’umanesimo cristiano, ed indicò, quale esempio affascinante, la vita di Pier Giorgio Frassati. La storia del Centro Culturale è segnata da questa esperienza: è possibile ripartire dall’uomo, dalle sue esigenze ed evidenze originarie, così come esistenzialmente e storicamente si esprimono. Dalla sua nascita il Centro ha già svolto a Torino un ampio programma di incontri e convegni con eminenti personalità della cultura italiana e straniera, testimoni della passione alla verità e all’uomo nella sua interezza. I relatori hanno interpretato e giudicato eventi storici al cuore della vita di oggi.

Come nasce questa esperienza?

A Sant’Antonino un gruppo di amici ha voluto “esportare” l’esperienza di Torino e, attraverso gli incontri promossi da circa dieci anni si sono affrontati moltissimi temi: etici, sociali, storici, economici, educativi e non da ultimo religiosi, con eminenti personalità in ciascuno di questi ambiti. Inoltre Sono state promosse alcune mostre: “La Vita di Pier Giorgio Frassati” e la mostra “Un’amicizia all’Opera. La Santità Piemontese nella Torino dell’Unità”, che ha sottolineato i rapporti di amicizia che legavano tutte le personalità sante della Torino dell’Ottocento, con uno sguardo alla Valle di Susa e alla figura del Beato Rosaz.

Andrea Andolfatto

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