La montagna, allegoria dell’intera Natura, va conquistata o, in quanto creatura di Dio, va amata come una sorella, secondo quanto sostenuto da San Francesco d’Assisi?

A questo e ad altri interrogativi tentò di dare una risposta l’incontro “Il mondo di Greta e Francesco”, organizzato da La Valsusa venerdì 25 ottobre 2019, nel Salone Polivalente di Villar Focchiardo, che vide la partecipazione dell’alpinista di fama internazionale Carlo Alberto “Cala” Cimenti e del francescano padre Beppe Giunti, moderati dalla nostra collega Anna Olivero.

Cimenti, protagonista, l’estate precedente, del rocambolesco salvataggio di Francesco Cassardo, caduto per centinaia di metri sul Gasherbrum VII, cima del Pakistan, è tornato ancora una volta a raccontare quei concitati momenti in cui lui e altri quattro alpinisti (tra cui il russo Denis Urubko) riuscirono a trasportare Cassardo a una quota più bassa, in attesa che arrivassero dal cielo i soccorsi.

La montagna è affascinante, ma può anche essere molto pericolosa — disse Cimenti — Con la montagna, però, l’alpinista più o meno esperto ha un rapporto di totale lealtà. Puoi vantarti con gli amici di avere raggiunto questa o quella cima senza averla neppure sfiorata, ma non puoi barare con lei: devi confessare i tuoi limiti e se menti non ti perdona, fino a ucciderti”.

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