Quando arriva una notizia che non vorresti, il dolore e la paura sono inevitabili. Ma se chi ti è davanti trova anche il modo umano per aiutarti ad affrontarla, in un ambiente che non senti ostile, qualcosa cambia.
Ti senti una persona, non soltanto un malato o un numero. In questi giorni ho visto tutto questo. Inviata dall’ospedale di Susa in ambulanza, venerdì la diagnosi, martedì l’intervento, mercoledì la paziente era già sulla carrozzella nei corridoi dell’ospedale, pronta a iniziare il recupero. Sembra quasi un miracolo, oltre che una fortuna. Ma soprattutto è professionalità.
Per questo desidero ringraziare a nome di mia sorella Antonia, vedova Stagno, residente a Cesana Torinese, tutto il personale del reparto di Neurochirurgia delle Molinette di Torino: medici, neurochirurghi, infermieri, caposala, portantini, OSS, addetti alle pulizie.
Abbiamo trovato professionalità, efficienza, disponibilità, ma soprattutto umanità. In un ambiente pulitissimo, ordinato e capace di trasmettere sicurezza anche nei momenti più difficili. Quando una struttura pubblica funziona così bene, credo sia giusto dirlo. Non solo per riconoscenza personale, ma anche perché si tende troppo spesso a parlare soltanto di ciò che non va. Per motivi di privacy evito dettagli che riguardano la malattia, ma non posso evitare di dire grazie.
Perché quando si passa dal tremare di paura al ritrovare un po’ di speranza, anche grazie alle persone che ti stanno accanto in ospedale, allora certe cose non si dimenticano.
Domenico Ippolito















