Alzi la mano chi sente ancora parlare di operai. Nel dibattito pubblico, politico e mediatico la parola sembra essersi progressivamente dissolta, sostituita da categorie più “alla moda”: imprenditori, startupper, influencer, sportivi.
Eppure l’operaio è stato per decenni il perno della crescita industriale italiana e della stessa trasformazione sociale del Paese.
A riportarlo al centro della scena è il nuovo libro del giornalista de La Stampa Niccolò Zancan, “L’ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica” (Einaudi), presentato venerdì 17 aprile alla libreria Ubik di Rivoli. Un lavoro a metà tra reportage e racconto civile che accompagna il lettore dentro la lenta agonia di Mirafiori e, più in generale, della grande industria torinese.
Servizio su La Valsusa del 30 aprile.
















