L’obiettivo diocesano della Quaresima di Fraternità quest’anno è appunto Katombe, regione poverissima del Mozambico dove dal 1994 operano le suore francescane di Susa

La carità non ha confini, e se qualcuno lo aveva ben presente era il Beato Edoardo Rosaz, che ha trasmesso alle sue figlie spirituali, le Suore Francescane Missionarie di Susa, la stessa passione per l’annuncio del Vangelo fino agli estremi confini della terra. Una missione che le ha portate, oltre che in Italia, in Svizzera, in Mozambico, in Brasile, in Albania e in altri paesi del mondo. La missione del Mozambico sta per iniziare una nuova avventura missionaria a Katembe, zona poverissima del distretto di Maputo, con una nuova opera di evangelizzazione e promozione educativa e sociale. Ne parliamo con la Madre Generale, Suor Nives Melis.

Quando è arrivata l’intuizione di iniziare una nuova opera missionaria fuori Maputo?

I ricordi sono vivi quando il 29 giugno del 2018 ci trovavamo alle cinque del mattino nel porto di Maputo aspettando la barca che ci avrebbe portato in una penisola denominata Katembe e di cui tanti mozambicani ci avevano parlato. Ci confondevamo con i tanti viandanti, ma portavamo nel cuore un sogno. Salpate all’altra riva insieme ai tanti passeggeri siamo state accolte dai pescatori indiani del luogo che proprio quel giorno avevano la loro festa patronale. Dopo aver partecipato alla Santa Messa, si è snodata una processione, preceduta da una piccola barca ornata di fiori che, portata a spalla dai marinai, saliva su una grande barca ornata a festa e anche noi, con tutti i fedeli e i sacerdoti solcavamo il mare per giungere al faro, seguita da altre barche tutte ornate a festa. Qui si è svolta una cerimonia in cui una corona di fiori veniva gettata in mare. Ci fu riservata tanta cordialità e ospitalità quel giorno e noi portavamo in cuore il sogno di una nuova missione proprio in quella terra.

Qual è la situazione oggi?

Da quel 29 giugno sono stati fatti tanti passi ed ora le nostre sorelle stanno iniziando a calpestare quella terra, a conoscere la gente che vi abita, a radunare i tanti bambini per i giochi, la catechesi, a visitare le famiglie per conoscerne necessità e bisogni. Il sogno è poter realizzare la missione verso i poveri di Katembe.

Dove si trova Katembe?

Katembe è una penisola della città di Maputo, capitale del Mozambico. Del Mozambico ne abbiamo già parlato circa due anni fa, quando fu devastato dal ciclone Dineo, e che anche allora fu oggetto della generosità di tante persone della Val Susa e della Diocesi nella persona del Vescovo. Il Mozambico è uno Stato dell’Africa Orientale. Ha una popolazione di circa 25,2 milioni di abitanti e una superficie di 801.590 Km². È un’ex-colonia portoghese, indipendente dal 1975. Confina a sud con la Tanzania e a ovest con lo Zimbabwe e lo Swaziland. E’ un paese in via di sviluppo e circa la metà della popolazione vive in povertà assoluta. Il 60% della popolazione è animista, il 38% cristiana, in prevalenza cattolici e il 2% musulmana. La lingua portoghese è la lingua ufficiale, ma la maggior parte degli adulti parlano le diverse lingue nazionali o dialetti. Lo stato del Mozambico è suddiviso in 11 regioni.

Da quanto tempo siete presenti nel Paese?

Noi Suore Francescane Missionarie di Susa siamo presenti in Mozambico dal 1996, quando in un Capitolo Generale facemmo la scelta di andare missionarie in Africa per i più poveri. Le nostre Sorelle sono presenti a Morrumbene, un grande centro nella provincia di Inhambane, dove operano da più di vent’anni in collaborazione con i sacerdoti italiani fidei donum della Diocesi di Brescia, sono impegnate nella pastorale, nella catechesi, nella scuola e nell’accoglienza degli ultimi e abbandonati. La seconda nostra presenza missionaria è stata per circa vent’anni nella periferia di Maputo, ma da diversi anni sentivamo forte il richiamo di ricercare una nuova presenza fra i più poveri e abbandonati. Lo Spirito Santo ci ha guidate verso Katembe, una penisola collegata ora con la città da un ponte lungo tre chilometri ed è una regione tra le più povere e sottosviluppate del Mozambico.

Dove sorgerà la nuova opera missionaria?

In questi mesi è stato acquistato un terreno e proprio in questi giorni inizieranno i lavori di una costruzione del pozzo, di una cisterna che possa contenere la riserva d’acqua, una torre con il serbatoio d’acqua quando viene a mancare la corrente elettrica e infine il muro di cinta della missione. La missione di Katembe è per offrire un servizio agli ultimi, ai bambini analfabeti, alle mamme, agli anziani, agli abbandonati.

Avete in mente anche di dotare la zona di un pozzo per l’acqua potabile?

L’acqua, è indispensabile per la vita, senza di essa non possiamo ne vivere e tanto meno fare il bene agli altri.

Qual è la vostra proposta per raccogliere risorse per questo progetto?

E’ proprio di questo che desidero parlarvi! Perché non uniamo le forze e offriamo quanto è nelle nostre possibilità per sostenere questo progetto durante questa Quaresima di fraternità? Riteniamo anche che sia parte del nostro mandato supportare e sostenere con la Quaresima di Fraternità, non tanto progetti che cercano di arginare un’emergenza, quanto piuttosto tutti quei progetti che cercano di modificare una realtà e di intervenire sulle cause che generano povertà e sottosviluppo.

Qual è il vostro invito?

“Presta orecchio al grido del mondo!” È questo l’invito rivolto che rivolgiamo alle comunità parrocchiali, alle famiglie e ai singoli per la prossima Quaresima di fraternità 2019. Stimolati dalla Parola di Dio e dall’esempio dei missionari, dei testimoni così come dai racconti di vita e dai progetti di speranza di chi vive la missione oggi, vogliamo metterci in ascolto di Dio e dei poveri. Un tempo di preghiera, di riflessione e di impegno concreto perché la Passione e Risurrezione di Gesù sia occasione di rinascita per ogni uomo e ogni donna della terra.

La missione di Katembe sarà una missione possibile se anche tu, che ora leggi, vorrai partecipare a questa gara di solidarietà!

Cos’è la solidarietà?

La solidarietà si traduce propriamente in fraternità quando a praticarla sono dei credenti in Cristo. Per questo la Chiesa diocesana di Susa che in questi anni si è sempre occupata del Sud del mondo e delle sue potenzialità, dei suoi abitanti e del loro problemi, con lo spirito di chi si sente fratello, desidera proporre a tutti i suoi fedeli il Progetto acqua per Katembe, dove noi Suore Francescane Missionarie di Susa abbiamo in cuore di aprire una nuova missione. La solidarietà è cosa buona che fa crescere rapporti di scambio, riequilibra le ingiustizie. La fratellanza è la condivisione che giunge alla donazione senza alcuna contropartita, perché ci fa riconoscere reciprocamente figli di un unico Dio. La solidarietà è cosa buona che fa crescere rapporti di scambio, riequilibra le ingiustizie. La fratellanza è la condivisione che giunge alla donazione senza alcuna contropartita, perché ci fa riconoscere reciprocamente figli di un unico Dio.

Cosa vi attendete?

Un’adesione libera. Mettendo insieme i frutti delle nostre rinunce potremo contribuire a scavare un pozzo, la cisterna e la torre con riserva, per offrire l’acqua non contaminata in particolare ai bambini di Katembe! Il Signore Gesù che ha detto: “Tutto quello che farete per i più piccoli lo considero fatto a me”, ci aiuti ad essere generosi.

Raccogliere questo invito nel tempo di Quaresima che si apre significa vivere questo periodo con lo sguardo aperto al mondo per il quale il figlio di Dio è venuto a donare la vita.

Andrea Andolfatto

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