Carissimi fratelli e sorelle in Cristo, sono don Nestor Djougban, prete della diocesi di Aneho (Togo), che per alcuni anni ha svolto nella diocesi di Torino il ministero di cappellano (dell’ospedale Oftalmico) e collaboratore parrocchiale (presso la parrocchia di sant’Ignazio di Loyola), in base ad una convenzione tra il vescovo di Aneho, mons.  Isaac Jogues Agbémenya Gaglo, e l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. Scaduta la convenzione, ho fatto ritorno in Togo perché il mio vescovo mi ha dato l’incarico di costruire una nuova parrocchia a Agomé-Glozou. Prima di lasciare Torino ho salutato alcuni amici sacerdoti, tra cui mons. Giacomo Maria Martinacci, attuale rettore del Santuario della Consolata. Egli non solo ha avuto parole di stima e di incoraggiamento per la mia nuova missione, ma ha anche voluto darmi un segno tangibile della sua solidarietà offrendo in dono per la nuova chiesa: una grande croce nera, un’icona di Maria Consolata  e quindicimila euro per iniziare i lavori. Per questi doni non posso che ringraziare la Provvidenza divina che si serve di uomini come mons. Martinacci per favorire la diffusione del Vangelo. Alla luce di questo evento, ho proposto al mio vescovo di intitolare la nuova parrocchia non ai Martiri dell’Uganda (com’era previsto in un primo tempo), ma a Maria Consolata. A lei ho rivolto la preghiera di trovare altri benefattori per portare a termine la costruzione della nuova parrocchia. E la Madonna mi ha ascoltato perché, tramite il direttore del vostro Centro Missionario Diocesano, il diacono Michele Bennardo, ho avuto notizia che sua Eccellenza Mons. Alfonso Badini Confalonieri,  i parroci e il direttore della Caritas hanno fatto la scelta di sostenere con la Quaresima di fraternità 2018 la costruzione della mia nuova parrocchia ad Agomé-Glozou, nella Diocesi di Aneho (Togo).

UN VILLAGGIO AL CONFINE CON IL BENIN

Alla fine del mese di Febbraio sono dovuto tornare a Torino per alcune visite mediche e ne ho approfittato per consegnare al diac. Michele copia dei progetti, alcune foto dell’inizio dei lavori e per scrivere queste poche righe di ringraziamento, prima di tutto a sua Eccellenza, mons. Alfonso Badini Confalonieri, ai sacerdoti, ai religiosi e alle religiose e a tutti i fedeli della diocesi di Susa, che hanno voluto sostenere quest’opera di Dio, così necessaria per la diffusione del Vangelo di Gesù Cristo nel lontano villaggio di Agomé-Glozou in Togo.

Come già sapete, si tratta di un villaggio posto alla frontiera con il Benin, paese dal quale lo separa il fiume Mono. Su quest’ultimo è stato costruito un ponte, con l’obiettivo di facilitarne la traversata e rendere più agevole il trasporto di beni e persone. La costruzione del ponte ha creato però alcuni problemi e una riduzione delle possibilità di lavoro per gli abitanti del villaggio. Essi, prima, mettevano a disposizione le loro barche o le piroghe per trasportare le merci dall’altra parte del fiume. Inoltre potevano guadagnare qualcosa dalla sosta delle macchine e dei camion che si fermavano ad Agomé-Glozou. Per questo nella popolazione serpeggia il malumore. Malgrado ciò, è indubbio che la costruzione del ponte abbia portato e porterà un notevole sviluppo del villaggio. Tanti infatti sono quelli che arrivano del Benin per acquistare terreni.

IL NOSTRO PROGETTO

Dal punto di vista religioso, il 50% è dedito all’animismo; i cristiani sono il 45% (di cui il 20% appartiene alla Chiesa cattolica e il restante 25% ad altre confessioni cristiane). I musulmani, per il momento, sono il 5% della popolazione. L’economia del luogo si fonda prevalentemente sulla coltivazione del riso (insegnataci dai cinesi) e sul commercio di frutta e verdura.

Le prospettive di crescita della comunità parrocchiale dedicata a Maria Consolata sono ottime. La pratica della fede e dei sacramenti è in aumento e addirittura cominciano a ritornare diversi fedeli che in passato avevano abbandonato la fede cristiana. Il lavoro certamente non mancherà al parroco e ai suoi viceparroci. Il progetto, approvato dal nostro vescovo, prevede oltre alla Chiesa la costruzione di una canonica in grado di ospitare fino a quattro sacerdoti e la realizzazione di diverse strutture per la catechesi e la carità.

Il mio vescovo mi ha informato che, appena saputo della vostra iniziativa per la Quaresima di fraternità 2018, ha ritenuto di dover telefonare a mons. Alfonso Badini Confalonieri per ringraziarlo, a nome della diocesi di Aneho, per il sostegno che la diocesi di Susa ha inteso dare alla costruzione della nuova parrocchia. Al suo ringraziamento unisco anche il mio, assicurando per tutti voi la preghiera a Dio e affidandovi alla protezione della Mamma di nostro Signore Gesù Cristo.

 

                                                                                              Don Nestor DJOUGBAN

                                                                                  Parroco fondatore della Parrocchia

                                                                                  Santa Maria Consolata di Agome-Glozou

© Riproduzione riservata