Sono ormai trascorsi vent’anni da quell’11 gennaio del ’99, giorno della scomparsa del grandissimo Fabrizio De Andrè, ed infatti tutti ne hanno parlato (e qualcuno anche a sproposito…) ovunque.

Ma il giorno che ricorda Eleonora Girodo, sangioriese, oggi animatrice territoriale in ambito turistico e culturale, al centro di numerosi progetti come quello sulla Via Francigena e sulla bike area di Valle, è racchiuso nella memoria della calda estate del 1989, in Sardegna, nella zona di Tempio Pausania.

“Mio papà Enzo- racconta Eleonora- è diventato chitarrista autodidatta in età adulta, e ci ha sempre suonato i pezzi di De Andrè.

Mia mamma Sandra, invece, cantava le stesse canzoni cercando di imitare il modello di Mina, come nella Canzone di Marinella…Quindi, sono cresciuta a pane e De Andrè”.

Ma che successe nell’89? “Ci trovavamo in vacanza nella zona di Castelsardo, nel nord dell’isola, ed ai miei venne in mente di andare a trovare il cantautore che amavano, visto che viveva a circa 40 km di distanza da dove eravamo”.

Articolo completo su La Valsusa del 17 gennaio.

Giorgio Brezzo

Eleonora Girodo

Eleonora Girodo

© Riproduzione riservata