Ho la memoria di un pesce rosso: so ricordare cose assolutamente trascurabili e avere una coltre di nebbia fitta su quelle importanti. Che per una che fa il mio mestiere non è esattamente un punto di forza.
Di quel giorno, era il 25 maggio 2007, quando Umberto Eco venne ad Almese per ritirare il premio letterario intitolato alla memoria del giornalista e scrittore Giorgio Calcagno, ricordo il colore del cielo: livido.
Lo guardai poco prima di recarmi alla villa d’epoca nella pre collina almesina dove si sarebbe tenuto un ricevimento in forma privata; beninteso, non ero nell’elenco degli invitati ma dopo aver rincorso Eco per tutta la sua giornata ad Almese, quello era l’ultimo momento buono per rubare 5 minuti della sua attenzione. Capirete l’ansia.
Servizio su La Valsusa del 19 febbraio (decimo anniversario della scomparsa di Umberto Eco).
Anna Olivero
















