Il suo nome è Raissa ma per molti è un angelo.

Raissa è una donna minuta con un mare di riccioli in testa che nascondono un vulcano. È sempre in movimento, non si ferma mai.

Nella sua vita ha fatto una scelta ben precisa: dedicarsi agli altri. E potremmo dire che lo fa a tempo pieno, anche quando lavora alla Croce Rossa di Torino: tutte le notti è accanto a chi soffre, a chi non ha una casa, a chi sta male.

E di giorno c’è il volontariato: il sabato mattina alla Croce Rossa di Villar Dora e negli altri giorni il suo cuore e la sua mente sono al Ceim, l’associazione che lei ha fondato ad Avigliana nel 2007 per offrire vestiti, cibo e ascolto.

“Sono una persona semplice, molto determinata e tenace”: si definisce così Raissa che è arrivata in Italia nel 1990 dopo aver vissuto in Libano, in Francia e in Marocco.

“Amo la diversità perché permette di imparare tante cose, di conoscere nuovi orizzonti, di guardare oltre le apparenze”, dice Raissa che affonda le sue radici in terra libanese, da parte di mamma, e in terra marocchina, da parte del papà.

Perché la scelta di aiutare gli altri? “L’ho imparato da mio papà. Lui era molto impegnato nel sociale, ha fatto tantissimo per molte persone. Io faccio meno di lui – dice Raissa – ma nel mio piccolo cerco di impegnarmi. Ho un lavoro e una bella famiglia ed è giusto che io doni agli altri quanto ho ricevuto”.

La incontriamo ad Avigliana, nel magazzino della ‘sua’ associazione in corso Laghi 101, luogo di incontro e di riferimento per tante persone in difficoltà.

Articolo completo su La Valsusa del 7 marzo.

Carmen Taglietto

© Riproduzione riservata