Chiesa oggi

Repole: “Suor Elisa e Suor Alessandra segno di speranza nel mondo”

Riassunto

Sabato 13 settembre cattedrale di San Giusto Gremita per le professioni religiose di suor Alessandra Dalle Nogare e suor Elisa Stolaj nella congregazione delle suore Francescane Missionarie di Susa fondate dal Beato Rosaz.

In un clima di grande gioia, sabato 13 settembre, nella cattedrale di San Giusto di Susa, nella celebrazione presieduta dal Vescovo, card. Roberto Repole, suor Alessandra Dalle Nogare e suor Elisa Stolaj hanno emesso i voti – rispettivamente temporanei e definitivi – nella congregazione delle suore Francescane Missionarie di Susa, fondate dal beato Edoardo Rosaz.

Una celebrazione, animata dal coro Catartico, all’insegna della festa e di quel “tutto a tutti”, cuore del carisma del Beato che le due religiose seguiranno nella loro testimonianza evangelica radicata in uno “sguardo fisso sull’amore di Dio” , come ha ricordato loro il cardinale Repole.

Sin dall’inizio della celebrazione l’invito del Vescovo Repole a cogliere con gioia la professione delle due giovani: “In un mondo in cui si pensa che solo chi trattiene la propria vita cura e cura i propri interessi ha successo, il dono di queste due donne è un grandissimo segno di speranza”.

“Ci fa del bene oggi”, ha proseguito nell’omelia, “sapere che voi, Elisa ed Alessandra, fate le vostre promesse, consegnate la vostra vita perché avete fatto esperienza di questo amore che ha bussato alla vostra porta e voi ce lo testimoniate con il dono della vita non scontato, né ieri, né oggi, né mai. Fidandovi dell’amore di Dio lo fate promettendo una cosa che forse si farà fatica a vedere nei giorni feriali della vita, che è l’unica realtà che cercherete nella vostra esistenza è l’amore di Dio”.

Commozione tra le tante Missionarie in cattedrale, palpabili negli abbracci fraterni durante la celebrazione e nelle parole di Madre Beatriz e gioia nei tanti sorrisi nelle fotografie finali, con il Vescovo, con i familiari e molti amici che hanno incrociato negli anni le vite di suor Alessandra e suor Elisa.

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