Mancano ormai poche ore al Natale, e nel salone sotto la canonica del capoluogo gli amici del presepe stanno concludendo gli ultimi preparativi in vista della tradizionale apertura natalizia del “Presepe Meccanico”.

Ma anche se siamo alla 32° edizione, per rimettere in funzione i più di 90 elementi in movimento non basta alzare l’interruttore della corrente elettrica e togliere un po’ di polvere: anche quest’anno bisogna rivedere tutti i meccanismi già inseriti ed impreziosire la realizzazione nel suo complesso.

Anche perché una delle principali caratteristiche del presepe rubianese è che praticamente tutto viene realizzato in maniera assolutamente artigianale e con materiali di recupero. Cosa c’è quindi nel “retrobottega” del presepe? Motorini che azionavano tergicristalli di automobili, elementi ricavati da elettrodomestici da buttare (girarrosto di cucine, timer e pompe di lavatrici, il serbatoio e la pompa di una stirella) ma anche diffusore di profumi, trasformatori, elettrovalvole e pure i vecchi meccanismi che azionavano il movimento delle campane. Tutto questo c’è ma non si vede: bambini e non solo vedono, oltre ai classici bottegai (panettieri, falegnami, fabbri, arrotino, ciabattino, maniscalco, vasaia) anche ambulanti (venditori di tappeti, cardatori di materassi), lavoratori all’aperto (pescatore, spaccapietre, sterratore, lavandaia, boscaioli, contadini che fanno i lavori più disparati) e personaggi vari (frequentatori di osteria, bambini in altalena, antichi romani che escono dal castello, e le casalinghe impegnate nelle varie faccende domestiche. Insomma, un gran lavoro che un gruppo di appassionati e amici porta avanti con instancabile pazienza dal 1986 e che merita davvero di essere visto.

Per visitarlo basta recarsi sotto la canonica (accesso dai giardinetti comunali) a partire da Natale, con i seguenti orari: prefestivi dalle 16 alle 18, festivi dalle 9.30 alle 12 e dalle 15.30 alle 18.

Stefano Grandi

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