Teresa Labriola, Anna Kuliscioff, Maria Montessori, fino ad arrivare a Samantha Cristoforetti: sono alcuni nomi di donne che sono riuscite ad emergere, a fare delle piccole rivoluzioni nel corso di una storia, percorsa fino ai giorni nostri da un’egemonia maschile.

Lo ha raccontato Bruna Bertolo, scrittrice e giornalista pubblicista, nel suo libro “Prime… sebben che siamo donne. Storie di italiane all’avanguardia” giovedì 28 novembre nella sala consigliare di Sant’Antonino, un appuntamento promosso dall’assessora Liliana Silvestri nella settimana della giornata contro la violenza sulle donne.

Tra i primi nomi del volume, edito da Ananke, si incontra Anna Maria Mozzoni, “la grande pioniera tra Ottocento e Novecento del femminismo italiano”, come ha evidenziato la scrittrice, che ha rappresentato la voce italiana più completa per promuovere i diritti delle donne. Tra gli altri nomi di donne tenaci in una società che sottoponeva ogni decisione femminile all’autorizzazione del marito anche Lidia Poët, la prima donna italiana a ottenere una laurea in Giurisprudenza e ad entrare nell’Ordine degli Avvocati in Italia.

La Grande Guerra – ha poi raccontato Bertolo – ha segnato una svolta nel ruolo della donna, visto il loro compito di sostenere la famiglia e il lavoro nelle fabbriche, mentre gli uomini erano impegnati al fronte”. Un personaggio come Franca Viola è stato poi assolutamente unico nella Sicilia degli anni ‘60, quando dopo essere stata rapita e violentata, rifiutò il matrimonio con il suo rapitore. Un “no”, in apparenza così semplice, divenne il mito dei movimenti femminili del tempo.

Ma i nomi di “primatiste” sono anche quelli di Ernestina Luisa Macchia Prola, torinese di origini valsusine, la prima ad ottenere la patente automobilistica nel 1907, di Tina Anselmi, la prima a ricoprire la carica di ministro oppure Camilla Ravera, prima senatrice a vita. Bertolo ha anche menzionato Anna Magnani, la prima a vincere un Oscar, il 22 marzo 1956, oppure le uniche due donne a vincere il premio Nobel: Grazie Deledda per la letteratura e Rita Levi Montalcini per la medicina. Ma tutti questi sono solo alcuni nomi della lunghissima carrellata contenuta nel libro di Bruna Bertolo. Tutti personaggi rigorosamente donne, con la “d” maiuscola.

Andrea Diatribe

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