Ha vissuto fra il II e III secolo ed è diventata la protettrice della musica, dei cantanti e dei musicisti. La Società Filarmonica Santa Cecilia di Sant’Antonino porta proprio la protettrice all’interno del suo nome: domenica 10, come ogni anno, ha festeggiato la patrona Cecilia, in anticipo rispetto alla canonica data in cui viene ricordata (il 22 novembre).

Nella mattinata la chiesa parrocchiale ha visto molti musicisti della Banda Musicale e diversi componenti del Coro di Musica Leggera essere diretti rispettivamente da Mattia Davriù e Beatrice Sanguinetti. Con diversi labari presenti delle varie associazioni cittadine, la messa è stata celebrata dal parroco don Sergio Blandino e sono stati ricordati i soci, i musicisti e i coristi della Filarmonica.

Certamente la musica è stata la protagonista della messa: con alcune parti cantate anche dal Coro, diversi brani sono stati suonati dalla Banda, a partire da “Trumpet Voluntary”, passando anche per “Highland Cathedral” e per altri momenti con “Madonna Nera”, per giungere a delle marce come “Aces High March” e “Santander”, concludendo con “The Fife”, l’originale pezzo (il “piffero” nella traduzione italiana) scritto dall’indimenticabile e infaticabile maestro Giovanni Votta, che per moltissimi anni ha diretto la Filarmonica.

Poi non è mancato il tradizionale pranzo di Santa Cecilia, quest’anno all’Azienda Agricola San Giuliano a Susa. È stata anche l’occasione per molte musiciste e coriste di ricevere il riconoscimento dell’associazione Anbima per l’impegno – di almeno dieci anni – profuso nella diffusione della cultura musicale: una spilla e un attestato sono stati consegnati dal presidente della Filarmonica Claudio Durandetto a coloro che non sono state presenti lo scorso mese alla manifestazione “La musica in rosa”, avvenuta a Leinì al Palazzetto dello sport “G. Falcone”.

Andrea Diatribe

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