Un’altra storia di una persona che sta sconfiggendo il Coronavirus. Maurizio Perrone, nato il 6 settembre del 1964, cittadino di Sant’Antonino, è un operaio che lavora all’azienda Selmat, che è tornato a casa e oggi, 8 aprile, si è recato a Susa, dietro alla stazione, per effettuare il primo tampone (dei due) che verifichi la negatività al Coronavirus.

Per lui, tutto è cominciato giovedì 12 marzo: “Quel giorno – racconta Maurizio – sono andato a lavorare, facendo il turno del mattino. Nel pomeriggio mi sono comparse la febbre e la tosse, in più mi mancava il fiato. In realtà era già da una settimana che mi sentivo strano, con dei malesseri allo stomaco”.

Si è poi tenuto in contatto con il medico curante e si è assentato dal lavoro per malattia. “La dottoressa mi ha consigliato di prendere la tachipirina e l’antibiotico per la tosse. Dopo 10 giorni, le ho ritelefonato, dicendole che non ce la facevo più, che continuava a mancarmi il fiato, e lei mi ha consigliato di telefonare al 112. Sabato 21 marzo mi hanno accompagnato all’ospedale di Susa: una volta che mi è stata misurata la temperatura, sono stato ricoverato in pronto soccorso. Dopo una mezz’ora mi hanno prelevato il sangue, successivamente ho effettuato le lastre e verso le 21.30 mi hanno fatto il tampone. Dopo tre giorni trascorsi all’ospedale, verso le 14 mi è arrivato il responso: ero positivo al Coronavirus”. Una brutta notizia, “mi è crollato il mondo addosso”, specifica Maurizio.

È iniziata così l’odissea – fortunatamente non grave – all’interno del reparto dedicato ai pazienti con il Covid-19: “Ho iniziato fin da subito la terapia antivirale e mi hanno messo la mascherina dell’ossigeno. Giorno dopo giorno miglioravo, e il 27 di marzo ho cominciato ad utilizzare sempre di meno l’ossigeno e nei giorni successivi l’ho poi abbandonato”.

Finalmente lunedì 30 marzo Maurizio Perrone è stato dimesso, e nei due giorni dopo ha terminato la terapia a casa. La febbre è scomparsa e l’unico “compagno” ancora presente è la tosse. “Vorrei ringraziare molto i dottori, gli infermieri e gli oss che mi hanno curato, sono stati bravi, disponibili, senza lasciarmi mai solo”.

Maurizio vive con la moglie e i tre figli, e anche loro hanno avuto qualche problema: “I miei figli hanno avuto un po’ di febbre e mia moglie, oltre alla febbre, ha avuto mancanza d’aria, ma senza avere la tosse”. Il tampone a loro però non è stato fatto: “Ho provato a chiedere – conclude Maurizio – ma a loro, che non manifestavano sintomi importanti, non hanno voluto effettuare i tamponi. Mi sento di dire perciò di seguire le normative e rispettare le regole che ci vengono comunicate, restando per il momento a casa, così da uscire da questa situazione il più in fretta possibile”.

Andrea Diatribe

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