Venti giorni dopo la visita di Matteo Salvini al cantiere di Chiomonte, la Lega si accorda con i 5Stelle e approva, nella seduta della Camera di giovedì 21, la mozione di maggioranza che, riproponendo quanto scritto sul contratto di governo, «ridiscute integralmente» la Tav. Il futuro dell’opera viene quindi congelato, con l’esecutivo che sulla Torino-Lione non dice né “no” né “sì”. L’aula di Montecitorio respinge infatti i tre testi, presentati da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Partito democratico, che invece impegnavano palazzo Chigi a far riaprire i cantieri dell’alta velocità e, di conseguenza, portare a termine la Tav.

Una maggioranza schiacciante, 261 sì, di cui non c’è da meravigliarsi in termini di numeri soprattutto alla Camera, con il Carroccio e i pentastellati che però, mai come ora, si ritrovano profondamente divisi. Sulla Tav infatti restano le distanze e in Parlamento si assiste a una votazione univoca da parte dei due soci di governo, ma nello stesso tempo a due diverse interpretazioni dagli stessi sul tema. Un vero e proprio paradosso, commentano in Trasatlantico, con Salvini che continua a ribadire che «si va avanti». «L’obiettivo è rivedere il progetto, risparmiare dove si può risparmiare» dice, vedendo il bicchiere mezzo pieno. Di Maio non commenta, sull’argomento resta silente, mentre il titolare del Mit, Toninelli, assicura che in «massimo entro due settimane troveremo una soluzione con gli alleati».

Le reazioni

I 5 stelle: “Una scelta di responsabilità”

“La strada intrapresa dal Governo è l’unica responsabile. Come scritto nel contratto di Governo, vogliamo ridiscutere il progetto del Tav Torino-Lione e ora abbiamo a disposizione l’unico strumento valido a livello internazionale per farlo. L’analisi costi-benefici ci consente di valutare in maniera analitica se può avere un senso spendere tutti questi soldi e, da quanto emerge dallo studio, i benefici sono molto minori rispetto alle perdite. Non ha alcun interesse a dare il via a un’opera costosissima senza le adeguate verifiche”. Così in una nota Davide Serritella, portavoce piemontese del MoVimento 5 Stelle in commissione Trasporti alla Camera dei deputati.

 Api Torino: “Fermare attività per dire no a chi distrugge futuro Milano”

“Un fermo delle attività produttive, d’accordo con i lavoratori, per dire forte e chiaro che il sistema delle imprese e del lavoro non cede il passo a chi vuole distruggere il nostro futuro”. E’ la provocazione che il Presidente di Api Torino, Corrado Alberto, lancia dopo l’approvazione da parte della Camera di una mozione Lega-M5S che impegna il governo a ridiscutere la Tav Torino-Lione. “Quanto sta accadendo – dice ancora Alberto – indica chiaramente che i palazzi della politica non hanno ancora compreso il significato vero delle nostre richieste e delle nostre posizioni. Noi non giochiamo con gli appuntamenti elettorali e tanto meno con le opinioni delle persone e non vendiamo insani sogni di un futuro migliore basato su una decrescita che significa in realtà recessione”. “Un fermo delle nostre attività – conclude quindi Alberto -, significherebbe un fermo nella produzione di ricchezza, occupazione, benessere, futuro per milioni di persone. E’ questo che vuole chi ci governa?

Lo Bianco (Cisl): “Mozione M5S-Lega scelta miope e grave”

“La mozione M5S-Lega che impegna il governo gialloverde a ridiscutere integralmente il progetto della Torino-Lione è una scelta miope e grave perché, oltre a rinviare ancora una volta ogni decisione per opportunità e convenienza politica, mortifica le aspettative di imprese e i lavoratori, compromettendo seriamente lo sviluppo, l’occupazione e il futuro del territorio. Nei prossimi giorni valuteremo le eventuali iniziative da intraprendere a sostegno della crescita e sviluppo”. Lo dichiara il segretario generale della Cisl Torino-Canavese, Domenico Lo Bianco, dopo la presentazione della mozione M5S e Lega sulla Tav.

Chiamparino: Referendum in Piemonte sulla Tav

“Martedì prossimo in Consiglio regionale  porterò la richiesta di una consultazione popolare, perché i cittadini possano liberamente pronunciarsi”. Lo annuncia il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, all’indomani dell’approvazione della  mozione Lega-M5S sulla Tav che chiede di ridiscutere l’intera opera. Il presidente del Piemonte intende “verificare la possibilita’ di indire una consultazione popolare sull’opera ai sensi dell’articolo 86 dello Statuto  regionale”. Per Chiamparino il problema è che “Salvini continua a mentire e a prendere in giro i piemontesi e gli italiani. Dice che non c’è blocco dell’opera, quando il governo Conte-Salvini-Di Maio ha chiesto fin dall’autunno a Telt di non avviare i bandi, mettendo a rischio  concreto i contributi europei e la realizzazione della Tav”. Sergio Chiamparino prosegue sottolineando come Salvini “dice che i cantieri sono già fermi, mentre sul versante francese si continua a scavare il tunnel di base, giunto ormai a oltre 7 chilometri”. Un tunnel che “si fermerà presto proprio per il blocco  dei nuovi bandi: se vuole essere coerente Salvini sblocchi i bandi, tutto il resto sono balle”.

Da parte sua, Salvini risponde dalla Sardegna (dove una settimana sta ininterrottamente tenendo comizi) che  “Ai referendum siamo  sempre e comunque favorevoli”.

Alberto Colomb (Forza Italia Valle di Susa): “Un atto ostile per il Piemonte e l’Italia

La mozione Lega-M5S chiede al governo di ridiscutere integralmente il progetto della nuova linea ferroviaria Torino-Lione, significa bloccare i lavori dei cantieri e soprattutto perdere il contributo di cofinanziamento della Commissione europea pari al 50% della realizzazione della sezione transfrontaliera del tunnel di base e delle tratte nazionali dell’opera – spiega in una nota l’esponente di Forza Italia Alberto Colomb, coordinatore del partito in Val di Susa– riteniamo sia una scelta politica estremamente grave che mette ulteriormente in difficoltà la posizione dell’Italia in Europa e le relazioni con la Francia in merito all’accordo internazionale Italia-Francia sulla Tav, ratificato dai due Parlamenti nazionali e dai rispettivi governi.

Non fare la Tav costerebbe molto di più di completare l’opera, 3 miliardi di euro rispetto ai 4.3 miliardi di euro comprendendo la perdita e il rimborso dei finanziamenti europei, le penali e il ripristino delle opere già effettuate.

La posizione della Lega è contraria ai patti sottoscritti nel programma del centrodestra, da sempre a favore delle grandi infrastrutture. “Realizzare la Tav – spiega l’esponente di Forza Italia – significa collegare più rapidamente il Piemonte all’Europa, è una scelta lungimirante a tutela dell’ambiente perchè significa spostare il traffico inquinante del trasporto pesante da gomma su ferrovia e ridurre le emissioni nocive di CO2 nell’ambiente, consentirebbe benefici straordinari per l’economia, per le imprese piemontesi e per il turismo dell’Alta Valle di Susa che è il settore trainante dell’intera Valsusa”

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