Che il destino della comunità- alloggio per diversamente abili “Il Colibrì” di Sangano sia parcheggiato da tempo in qualche non meglio definito ufficio non è notizia di ieri.

Dal 2010 i dieci ospiti, tutti con disabilità motorie e/o cognitive più o meno gravi, sono alloggiati in quella che sarebbe dovuta essere una soluzione temporanea: all’interno dell’edificio che un tempo ospitava il corpo di guardia dell’ex polveriera di Sangano, in via delle Prese, a circa due chilometri di salita dal centro del paese, in una zona sicuramente suggestiva e verdeggiante ma poco funzionale.

Più volte ne abbiamo parlato sul nostro giornale, sottolineando soprattutto come, in “burocratese”, l’aggettivo “temporaneo” faccia spesso rima con “definitivo” o, quanto meno, nasconda tempi molto più lunghi di quelli che sarebbe normale aspettarsi.

Non da ieri, inoltre, la soluzione per riportare le dieci persone in questione praticamente in centro al paese, nella vecchia sede di via Pinerolo- Susa, ci sarebbe.

A parole sembrerebbero tutti d’accordo e il progetto per la ristrutturazione dell’edificio in questione, curato gratuitamente dall’ex sindaco di Trana, il geometra Ezio Sada, è pronto da almeno un anno.

E allora cosa manca? Manca la firma sulla concessione ventennale alla cooperativa Codess che già gestisce la comunità e che un domani gestirà, appunto per vent’anni, i due gruppi appartamento che saranno realizzati nella vecchia sede rimessa a nuovo.

Servizio su La Valsusa del 10 settembre.

Alberto Tessa

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