Per la prima volta in 29 anni, Mario Matta, papà di Marco, elicotterista Medaglia d’Oro al Valor Militare, non ha potuto prendere parte alle celebrazioni che si sono svolte in ricordo di suo figlio a Casarsa della Delizia (Pn), cittadina friulana in cui è di stanza il V Reggimento “Rigel” dell’Aviazione dell’Esercito.

Le restrizioni anticovid hanno infatti limitato la libertà di spostamento e anche il ricordo si è svolto in tono minore.

Domenica 10 gennaio, nella chiesa dei Santi Martiri di Sangano è stata celebrata una Messa di suffragio e, molto probabilmente, per quest’anno, non si farà altro per ricordare in pubblico il tenente colonnello Enzo Venturini, il maresciallo capo Fiorenzo Ramacci, il pari grado Silvano Natale, il tenente di vascello della Marina militare francese Jean- Loup Eychenne e il sergente maggiore Marco Matta che persero la vita nei cieli di Podrute, piccolo borgo croato che fu testimone dell’abbattimento, a opera di un caccia serbo, dell’elicottero della Commissione Europea (disarmato e con livrea bianca) su cui i cinque militari stavano viaggiando.

Era il 7 gennaio 1992, piena guerra di Iugoslavia, e da allora papà Mario e mamma Maria (scomparsa nel 2016) non hanno smesso di chiedere giustizia per Marco, portando a termine in suo nome numerosi progetti filantropici, come, per esempio, la realizzazione di una scuola media in Burkina Faso.

Servizio su La Valsusa del 14 gennaio.

Alberto Tessa

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