“Martina ha vinto la sua battaglia. Martina è stata giudicata collocabile”.
Mamma Barbara Corà annuncia così, felice ma senza toni trionfalistici, l’esito positivo dell’esame della commissione per l’inserimento nelle liste mirate di collocamento secondo la legge 68/99, che disciplina il diritto al lavoro per le persone con disabilità. La figlia, Martina Cipolla, ventenne di Sangano con la sindrome di Down, è stata giudicata idonea a svolgere una vera e propria mansione lavorativa. Un esito che ribalta il giudizio espresso quasi un anno fa dalla commissione, in parte rivista nei suoi componenti, del distretto sanitario locale.

I genitori, Barbara e Valerio, avevano annunciato fin da subito che non si sarebbero arresi a quella sentenza che non rendeva giustizia a Martina.
E così è stato.
Della vicenda che stavano vivendo ne hanno parlato ai giornali, l’hanno raccontata sui social in febbraio in un post che, nel giro di poche ore, ha superato le mille condivisioni, ricevendo una grande dimostrazione di solidarietà. L’hastag #Io sto con Martina (oggi anche una pagina Facebook) è diventato virale in poche ore.

Parallelamente, lontani dall’eco mediatica, si sono svolti colloqui con i genitori e riunioni in seno all’Asl, che ha deciso di ricominciare tutto da capo. Il 5 giugno Martina è tornata davanti alla commissione giudicatrice e ieri, 17 giugno, è arrivato il tanto atteso responso positivo. “Tutto questo è stato possibile perché abbiamo battuto i pugni e non ci siamo arresi. – dicono ora i genitori – La nostra battaglia è diventata la battaglia di tutti. Marty ce l’ha fatta, ha vinto contro un sistema “stagno” e retrogrado. Una vittoria che vogliamo condividere con tutte le famiglie che hanno un figlio con disabilità e si sono trovati davanti ostacoli alti come muri: mai arrendersi”.
E, due settimane dopo aver “affrontato” la commissione per la collocabilità, Martina si è trovata faccia a faccia con una seconda, quella composta dai professori, per la Maturità. Il risultato non c’è ancora, ma è andata bene anche questa volta.

Anita Zolfini

Servizio su La Valsusa di giovedì 25 giugno

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