Una targa nella via a lui dedicata, in centro al paese, ricorderà la figura di Renato Sclarandi, giovane sottotenente degli Alpini, laureando in Lettere all’Univeristà di Torino, che fu barbaramente ucciso nel campo di concentramento di Hammerstein (allora in Germania, oggi in Polonia), nel 1944.

Sclarandi, di cui quest’anno ricorre il centesimo anniversario della nascita, fu assassinato con un colpo di fucile sparato a bruciapelo e alle spalle da uno dei suoi carcerieri.

Il venticinquenne ufficiale non ha mai ottenuto giustizia, visto il sostanziale disinteresse delle varie magistrature dei Paesi europei coinvolti, e nonostante gli sforzi di alcuni storici che, recentemente, hanno cercato di dare un volto all’assassino di Sclarandi che fu, fra l’altro, anche dirigente di grande rilievo dell’Azione Cattolica torinese.

Servizio su La Valsusa del 7 novembre.

Alberto Tessa

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