Fino ad oggi la questione Tav sembrava correre un po’ sotto traccia tra le vie delle campagne elettorali della bassa Valle di Susa. Ora invece torna prepotentemente in scena alle pendici del Monte Pirchiriano, sotto la Sacra di San Michele, proprio su quelle strade santambrogesi che, all’inizio di marzo 1996, vennero solcate, per la prima volta, da 4 mila manifestanti che protestavano contro l’alta velocità Torino-Lione.

La questione torna d’attualità qualche giorno prima delle elezioni.

Ad accendere la discussione l’endorsement del Comitato Santambrogese No Tav e Vigilanza Cave a favore della lista dei Cittadini in Movimento, che candida Antonella Falchero alla successione di Dario Fracchia.

Abbiamo cercato di scorgere nei programmi elettorali delle due liste che si presentano in paese questa attenzione, che certo va al di là del territorio comunale”. Con quale risultato? I No Tav affermano che nella lista, “Sì Sant’Ambrogio” (quella di Bruno Allegro ndr) abbiamo riscontrato sull’argomento una grossissima carenza, una disattenzione che potrebbe essere un messaggio da leggere con una connotazione decisamente negativa che ci lascia del tutto insoddisfatti, al limite di un’adesione al negazionismo climatico che nel mondo soli pochi folli sostengono ancora”.

Segnati i “cattivi”, il gesso dei No Tav passa alla lista dei… buoni. Dai “Cittadini in movimento” in questi anni si legge nel comunicato – abbiamo colto una particolare attenzione, confidiamo che possa espanderla e mandarla avanti in tutte le sedi in cui potrà essere ascoltata, sia comunali che extracomunali. Apprezziamo il costante impegno di opposizione alla TAV nel capitolo ambiente del programma elettorale”.

E quelli che vengono additati come… “cattivi” che cosa replicano?

La risposta viene affidata a un lungo comunicato della lista “Sì Sant’Ambrogio” di Bruno Allegro.
“Dai No Tav veniamo accostati “al negazionismo climatico che solo pochi folli sostengono ancora”, mentre la lista dei “Cittadini in movimento” viene promossa come unica garanzia di tutela ambientale, sia a livello locale che globale”.

“Non crediamo – dicono i candidati di Sì Sant’Ambrogio – che questa dicotomia corrisponda a realtà e ci sentiamo feriti da questo giudizio. Siamo chiamati ad amministrare un piccolo Comune e prima di ogni altra cosa occorre pensare a buone pratiche locali, immediatamente attuabili, il punto di partenza per un cambiamento globale. Nessuno sarà in grado di preservare il pianeta, se non sarà prima in grado di preservare il proprio territorio e curare la propria comunità”.

“I cambiamenti climatici sono già in atto, come purtroppo è evidente anche nei nostri territori. Siccità, alluvioni, incendi stanno già flagellando la nostra Valle e perciò il nostro obiettivo è quello di mettere in campo azioni di resilienza, capaci di evitare o ridurre al minimo i danni a seguito di eventi estremi”.

Tutto questo mentre la replica sull’annoso tema Tav è affidato a poche parole, quasi didascaliche: “La stessa filosofia guida il nostro approccio al tema TAV, così come abbiamo scritto nel nostro programma: qualora l’opera diventasse nostro malgrado inevitabile, ci impegneremo a vigilare per tutelare la vivibilità del nostro territorio”.

Bruno Andolfatto

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