Antonella Falchero

Covid o non Covid a Sant’Ambrogio sono i giorni della festa patronale di San Giovanni Vincenzo.

Una ricorrenza che il paese vive “da remoto”, senza manifestazioni. La sindaca Antonella Falchero ha inviato un messaggio ai cittadini che si seguito pubblichiamo

Quest’anno la festa di San Giovanni Vincenzo, co-patrono del nostro paese insieme a Sant’Ambrogio, cade in un momento difficile per la nostra comunità, sofferente per la pandemia e la conseguente crisi sociale ed economica.

Per tutti i santambrogesi la secolare festa patronale da sempre è un riferimento fisso, un’occasione per i credenti per raccogliersi in preghiera e per tutti di stare insieme e riscoprire la propria identità ed appartenenza : il consueto discorso dell’Abbà di fronte alla Chiesa, le paste di meliga, le cipolle ripiene e le rape da gustare con parenti e amici, la festosa processione del mattino e la fiera nel pomeriggio sono da sempre un amato appuntamento ed una occasione per riunire le persone.

Quest’anno purtroppo tutto ciò è negato dalle note circostanze: questo periodo di pandemia ci obbliga a stare forzatamente più ore in casa e limitare i contatti, sempre con la sgradevole quanto necessaria mascherina. Ma un tempo difficile, come spesso accade, può diventare una preziosa occasione per ognuno di noi di pensare alle nostre vite, di rivedere con più calma ed in modo più chiaro e consapevole fatti e persone sul nostro cammino, aspirazioni e progetti che in tempi normali, distratti dalla frenesia della vita, non riusciamo a cogliere o apprezzare in modo chiaro. Riscoprire un amico o un parente lontano, rimettere in ordine ricordi e idee, dedicare maggiore tempo a noi stessi e ai nostri affetti più stretti, può diventare un tempo inaspettato ma pieno di significato e di momenti di gioia.

Il nostro Santo Patrono,vescovo di Ravenna, ritiratosi in eremitaggio a Celle sul Monte Caprasio e fondatore della nostra amata Sacra, ci offre dopo mille anni un esempio di meditazione e di fiducia, uno sprone a fermarci un attimo per riflettere e un segno di speranza e spiritualità per i credenti. Ogni comunità ha la necessità di sviluppare senso di appartenenza e di identità per stare unita e solidale senza smarrirsi, specie di fronte al pericolo.

La festa patronale possa portare a tutti noi questo regalo: la comunione di intenti che ci permetta di superare la dura prova e tornare alle nostre vite normali, migliori e più forti.

Un abbraccio a tutti ed un saluto affettuoso

Antonella Falchero

© Riproduzione riservata