Contrariamente alle aspettative, non tutti hanno apprezzato il dipinto della Bell’Alda realizzato nell’ambito di Serr-Arte, il progetto lanciato dall’amministrazione comunale di Sant’Ambrogio con un duplice scopo: valorizzare le serrande dei negozi ormai chiusi del centro storico e utilizzare l’arte per veicolare storie e leggende della tradizione.

Da qui la scelta di dar risalto alla vicenda della Bell’Alda, l’affascinante giovane che inseguita da un gruppo di soldati decise di gettarsi dalla cima del Pirchiriano pur di non essere violata. Secondo la tradizione Alda fu sorretta dagli angeli, che le permisero di toccare terra senza nemmeno un graffio.

Ma poco dopo peccò di vanagloria, ripetendo il “tuffo” per mostrare agli astanti la sua fortuna. Stavolta, però, gli angeli non la sorressero e la giovane morì cadendo al suolo. « Da qualche giorno, in paese, la leggenda della Bell’Alda è stata rivisitata in una chiave che potremmo definire porno soft hanno affermato senza mezzi termini i consiglieri di minoranza del gruppo “Sì Sant’Ambrogio” in un post pubblicato sulla loro pagina Facebook recentemente ha fatto la sua comparsa sulle vetrine di un’attività chiusa da tempo, la raffigurazione di Alda affiancata da un angelo e, presumiamo, da uno dei suoi potenziali molestatori. Non siamo particolarmente bigotti, non ci stupiamo che si sia scelta la strada del sensazionalismo per revisionare la storia con una versione più scabrosa. Accade spesso, in molti contesti”.

Articolo completo su La Valsusa del 2 dicembre.

Federica Allasia

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