SANT’ANTONINO – Si è fermato a pochi mesi dal traguardo dei 105 anni compiuti il cuore di Evasio Capra. Il poeta e pittore, figura storica della comunità santantoninese, è mancato oggi, giovedì 27 agosto, all’età di 104 anni. Il suo 105° compleanno sarebbe arrivato il prossimo 22 dicembre.
Il funerale sarà celebrato sabato 29 agosto alle 10 nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino.
Evasio Capra rappresentava la memoria vivente di Sant’Antonino, il custode di volti, stagioni e speranze di un intero paese.
Un secolo di storia visto con gli occhi dell’artista
Nato nel 1921 a Pomaro Monferrato, piccolo borgo dell’Alessandrino, Evasio arrivò a Sant’Antonino nel 1946, nei mesi successivi alla fine del secondo conflitto mondiale, quando aveva 25 anni. La sua esistenza ha attraversato l’intero Novecento: dal regime fascista alla guerra, dalla ricostruzione al boom economico, fino alle trasformazioni e alle crisi dei decenni più recenti.
Tutto osservato attraverso la sensibilità del poeta che offriva i suoi versi in numerose occasioni, e del pittore eclettico. «Mio papà Carlo – raccontava Evasio – era un piccolo imprenditore edile, cugino di Paolo Dequarti, titolare della Magnadyne, originario anche lui di Pomaro Monferrato. Dopo che lo stabilimento di Torino fu bombardato durante la guerra, decise di riprendere l’attività aprendo una nuova fabbrica a Sant’Antonino. Quando iniziò a costruire il capannone chiamò alcuni muratori di sua fiducia da Pomaro Monferrato, tra cui anche mio padre. Così siamo venuti ad abitare qui con tutta la famiglia e ci siamo rimasti, diventando anche noi valsusini: siamo stati ben accolti dal paese e abbiamo sempre partecipato a tante riunioni».
Lo scorso 24 gennaio l’amministrazione comunale aveva voluto festeggiare i 104 anni appena compiuti ricevendolo in municipio per rendergli omaggio. Era stata l’ultima occasione pubblica per condividere alcuni ricordi personali, rievocando episodi del passato e il suo legame affettivo con Sant’Antonino, in un dialogo semplice e autentico con i presenti. La celebrazione si era conclusa con il dono di una sua opera al Comune, mentre l’amministrazione lo aveva omaggiato con una pergamena a riconoscimento del traguardo raggiunto, come testimone della storia del paese.
Evasio Capra rappresentava la memoria vivente di Sant’Antonino, il custode di volti, stagioni e speranze di un intero paese.
“Quando ha varcato la soglia dei 100 anni nel 2021 – ricorda il sindaco Andolfatto – Evasio camminava in autonomia lungo le vie del paese. Il 25 gennaio di quest’anno si è presentato in Comune, con un’invidiabile lucidità malgrado la vista e l’udito non l’assistano completamente».
Una domanda che interpella tutti
In quella circostanza Evasio Capra lasciò una domanda che, letta oggi, può essere considerata la sua eredità morale: «Non capisco perché con tutto il bello che c’è nel mondo, l’uomo debba continuare a fare la guerra». Una domanda disarmante che resta sospera e che interpella tutti, posta da un uomo che ha attraversato un secolo tormentato dalla guerra e che ha scelto di raccontare il suo tempo con la poesia e con i colori.
Ora Sant’Antonino perde il suo decano; resta il ricordo di un uomo che ha fatto della bellezza e della fratellanza la sua ragione di vita.
















