“Settant’anni anni sono un tempo lungo, molti qui non riescono nemmeno a immaginarlo. Ma fa aprire il cuore pensare a quante persone hanno dedicato energie, parole, preghiere e tempo perché altri potessero conoscere quanto bella e grande sia la bontà del Signore”. Così il cardinale Roberto Repole ha detto all’inizio della celebrazione questa mattina alla Croce dei Ragazzi in Cielo, in alta Valle Stretta.
Una celebrazione che ha riunito oltre 500 persone di ogni età. Da tradizione si tiene ogni terzo sabato di luglio dal 1981 per ricordare i Ragazzi in Cielo. È un appuntamento delle parrocchie di Nichelino e degli Amici della Maison des Chamois, che gestiscono e utilizzano la casa per le attività estive.
Alla celebrazione erano presenti anche il vescovo di Alba, monsignor Marco Brunetti, i sacerdoti e i diaconi di Nichelino, il sindaco di Nichelino e le autorità francesi.
Una celebrazione che quest’anno è stata particolarmente solenne e sentita perché ricorrono i 70 anni dall’avvio dei campi alla Maison des Chamois e i 70 anni di sacerdozio del compianto don Paolo Gariglio, scomparso quest’anno e iniziatore dei campi.
Prima della celebrazione è stata data lettura dei nomi di quanti negli anni sono morti ma avevano un legame con la Maison e con le comunità parrocchiali: giovani, animatori, sacerdoti, diaconi e volontari.
“Nomi che sono volti e che sono un segno”, ha sottolineato l’arcivescovo, “che l’amore di Dio supera ogni limite, anche quello della morte”.
L’amore è stato il centro dell’omelia. L’amore di Dio supera ogni limite e ogni peccato e spinge a donarsi, come hanno fatto quanti hanno servito alla Maison e come continuano a fare coloro che ancora oggi portano avanti questa esperienza. “Auguro possano continuare per altri 70 anni, testimoniando così la bellezza e la grandezza dell’amore di Dio”, ha concluso Repole.
In conclusione, il vescovo ha ricordato i parroci passati dalla Maison, in particolare don Robella.















