Si scrive scuola, si legge futuro.

Finalmente la campanella delle scuole di tutta Italia è tornata a suonare dopo sei mesi di silenzio, le porte d’ingresso si sono riaperte e i banchi, seppur tra tante polemiche, si sono riempiti di alunni. Due le parole d’ordine: sicurezza e accoglienza. Una sicurezza nuova, diversa, che passa attraverso il distanziamento interpersonale e lo scaglionamento delle entrate, delle uscite, delle giornate di lezione. Un’accoglienza fatta di esperienze da fare, di testimonianze da raccontare, di cose nuove da imparare.

Il capitolo della scuola è rimasto incompiuto e incerto per parecchi mesi, sei per la precisione; ma da lunedì, finalmente, tra il “bentornati” dei dirigenti scolastici e gli sguardi complici lanciati ai propri compagni di classe, le scuole hanno ripreso a fare il proprio lavoro, educando i giovani e alimentando la loro curiosità e conoscenza. All’Istituto Comprensivo “B. Giuliano” di Susa le classi hanno varcato l’ingresso del cortile scaglionate per età: lunedì sono stati accolti tutti i nuovi studenti delle classi prime, martedì si sono aggiunte anche le seconde e mercoledì le terze. Ad accogliere gli studenti nei primi giorni di scuola sono state presenti anche le istituzioni della Città di Susa, rappresentate dal sindaco Piero Genovese e dall’assessora alla Cultura e alle Politiche scolastiche Cinzia Valerio.

La scuola riparte, ma con alcuni accorgimenti necessari.

L’ingresso degli alunni avviene attraverso tre diversi punti di accesso, delimitati da rettangoli disegnati al suolo, al fine di scongiurare la possibilità di creare assembramenti e di garantire la giusta distanza sociale; il professore della prima ora si occupa di accompagnare gli studenti, che si spostano sempre in fila indiana, dall’ingresso della scuola verso la loro classe. Obbligatorio arrivare a scuola con un documento attestante la rilevazione della temperatura dello studente compilato quotidianamente dai genitori, in caso contrario l’alunno non potrà seguire le lezioni fino a quando il personale scolastico ne accerterà la temperatura.

All’interno dei locali scolastici, grazie a una donazione che FarmaOnlus ha destinato agli istituti della provincia di Torino, sono stati allestiti sette erogatori di gel igienizzante per le mani, recapitati al Bartolomeo Giuliano dai titolari delle tre farmacie segusine: Canavoso, Moncenisio e Dell’Asilo. Le mascherine chirurgiche, in attesa che arrivino le forniture sufficienti per coprire l’elevata richiesta, sollecitata da parte di tutti gli istituti, devono essere portate da casa e indossate ogni qualvolta ci si sposti dal proprio banco e all’interno della scuola.

Certo le difficoltà non mancano e non mancheranno nei prossimi mesi.

I genitori degli studenti vanno rassicurati quotidianamente, perché i timori sono numerosi, prima tra tutti la preoccupazione di dover affrontare nuovamente la quarantena e tutto ciò che essa comporta. Inoltre, a oggi non tutte le cattedre dei docenti sono coperte e assegnate, la paura di un nuovo focolaio è sempre dietro l’angolo e le incognite sono ancora tante.

Tuttavia, la voglia di ricominciare a costruire il futuro del Paese attraverso l’insegnamento, che pone le fondamenta essenziali nella cultura dei ragazzi, è troppo forte per lasciarsi sopraffare dalla negatività. Con l’impegno congiunto di tutti, insegnanti, alunni, famiglie e personale scolastico, si potrà recuperare il tempo rimasto in sospeso: un tempo fatto non solo di lezioni, di nozioni, di calcoli o di interrogazioni, ma anche di relazioni umane, di germogli di curiosità coltivati con cura, di scoperta di un mondo dentro e fuori l’alunno stesso. E’ giunto il momento di cambiare il calendario in tutte le aule, rimasto appeso sulla pagina di febbraio: benvenuto settembre, benvenuto nuovo anno scolastico, bentornati ragazzi.

Ilaria Genovese

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