Speciale Europee /1 – La bussola di Chittolina

Speciale Europee /1 – La bussola di Chittolina

Non di solo campagna elettorale vive l’Europa e non di solo slogan vive il dibattito sul futuro dell’Unione Europea. Le riflessioni di Franco Chittolina, pubblicate in queste ultime settimane sul sito de La Valsusa e proposte al pubblico dei settimanali diocesani piemontesi, sono un’occasione per prepararci al voto europeo del 26 maggio.

Una consultazione che si annuncia decisiva per l’Europa unita. Proponiamo, di seguito, i link ai diversi articoli.

26 maggio, Unione Europea a un bivio?

Si sente spesso dire, in questi tempi di concitazione e di parole approssimative, che con le elezioni del 26 maggio l’Unione Europea è a un bivio. Dopo settant’anni di faticoso cammino, lasciatosi alle spalle le tragiche guerre della prima metà del ‘900, il processo di integrazione europea rischia di precipitare verso la “disintegrazione” di un’Unione avviata ad unificare un continente da sempre diviso tra “patrie nazionali”, in competizione spesso tra loro ostili, con rischi di conflitti che ci riporterebbero indietro ai tempi bui dei nazionalismi fatali per la pace in Europa. (21 maggio 2019)

Armi di distrazione di massa in campagna elettorale

Non c’è solo il meteo a raffreddare la primavera in Italia. Aria fredda, se non gelida, soffia anche sull’economia italiana: proviene da turbolenze internazionali e dalla crescente incertezza della politica italiana, il tutto segnalato dalle “Previsioni di primavera” appena rese note dalla Commissione europea…. (14 maggio 2019)

 

Elezioni europee, che cosa succederà

Non c’è bisogno di aspettare la notte del 26 maggio per cominciare a capire qualcosa dell’esito delle imminenti elezioni per il Parlamento europeo. Non solo perché da tempo circolano i risultati di sondaggi europei – relativamente convergenti anche se da prendere con cautela – ma soprattutto perché tre elezioni nazionali in questi ultimi due mesi hanno già mandato segnali interessanti. (7 maggio 2019)

 

Campagna elettorale, parole e numeri Ue

Le campagne elettorali sono ricche di parole ma spesso povere di numeri. Su alcuni in particolare colpisce il silenzio o l’imbarazzante approssimazione: come nel caso dei numeri sui migranti e quelli relativi al mercato del lavoro degli in Italia e in Europa. (29 aprile 2019)

Armi di distrazione di massa in campagna elettorale

Vittima di una stagione di propaganda elettorale permanente, l’Italia entra adesso nella campagna per le elezioni europee e, in essa, il Piemonte anche per quelle regionali. Due consultazioni diverse per gli obiettivi istituzionali, ma che coincidono entrambe nella data del 26 maggio e sono tra loro intrecciate per aspetti importanti. (23 aprile 2019)

 

“Quer pasticciaccio brutto di Downing Street”

Fosse ancora tra noi Carlo Emilio Gadda, autore nel 1957 di un classico della letteratura italiana del secolo scorso, si divertirebbe a modificare di volta in volta il finale del suo racconto, individuando nuovi responsabili di quel delitto, allora in via Merulana a Roma, oggi a Downing street 10 a Londra, vittima il Regno Unito, sempre sperando che si metta in salvo l’Unione Europea. (15 aprile 2019)

I nazionalismi sveglieranno l’Europa?

Alla vecchia Europa che sembrava stesse perdendo la memoria sembra stia venendo in soccorso una nuova Europa, allertata dai nazionalismi che le risorgono in casa e premono ai suoi confini. Un allarme importante fu quello di Brexit nel 2016. Poco tempo dopo fu la volta dell’irruzione di Donald Trump. Qualcosa di simile intanto cresceva da tempo nella Russia dello zar Putin.  Non ha perso l’occasione di cavalcare l’onda il neo-sultano Erdogan. Non stupisce che, così accerchiata l’Unione Europea, ammaccata da un decennio di crisi economica e sociale, abbia visto crescere in casa propria partiti e movimenti sensibili alle sirene di molteplici populismi. (8 aprile 2019)

Elezioni europee, chi vincerà?

Mancano meno di due mesi alle prossime elezioni europee e si moltiplicano sondaggi e previsioni sul risultato del voto. Prima di fornire i dati in circolazione è bene ricordare quello che tutti ormai sanno e cioè che una cosa è la risposta, frettolosa anche se sincera, alla domanda del sondaggista e altro può essere il voto dopo più attenta riflessione e che, allo stato della campagna elettorale, mancano ancora troppi elementi per orientare la decisione dell’elettore. (1 aprile 2019)

L’Italia sarà il cavallo di Troia della Cina?

Singolare coincidenza per il via vai in corso in Europa, oggetto del desiderio per qualcuno e di rifiuto per altri. E non si tratta soltanto di “sovranità nazionali” continentali in lista d’attesa per entrare nell’UE o di “sovranisti locali” che mal sopportano la strada verso una progressiva “sovranità europea”. Sta accadendo qualcosa di molto più clamoroso: assistiamo in contemporanea a un ex-impero, quello britannico, che cerca nel caos di uscire dall’UE e a un rinato impero, quello cinese, che persegue un lucido disegno per penetrare nell’UE. Servendosi, teme qualcuno, dell’Italia come cavallo di Troia per aprirsi un varco verso gli appetitosi mercati europei.  (26 marzo 2019)

Visioni e divisioni d’Europa

Stenta a decollare il dibattito sul futuro dell’Europa e non sono sufficienti i “manifesti” che circolano per capire quali saranno le politiche proposte e le possibili alleanze per sostenerle. Un primo passo importante però c’è stato ed è la lettera che il presidente francese, Emmanuel Macron, ha inviato ai cittadini europei, disponibile sul sito dell’Eliseo in tutte le lingue ufficiali dell’UE e ripresa dai maggiori quotidiani europei. Si è trattato di un’operazione insolita, da qualcuno giudicata invasiva, per la quale certamente non si è lesinato sui mezzi e sui costi. (18 marzo 2019)

Passione e ragione per l’Europa

Forse un alito nuovo spira in Europa. Qualcosa di nuovo che si manifesta molto di più nei movimenti sociali che non ancora nei Palazzi della politica. Come la mobilitazione avviata da una ragazzina svedese di sedici anni, Greta Thunberg, contro i cambiamenti climatici.  In altri Paesi d’Europa, dalla Polonia all’Ungheria fino all’Albania, migliaia di persone si sono mobilitate per chiedere democrazia. In Italia, un numero sorprendente di persone hanno manifestato per la salvaguardia dello Stato di diritto a Milano e oltre un milione e mezzo di cittadini hanno dato prova che esiste ancora vitalità democratica dentro una democrazia rappresentativa in affanno, quando non calpestata da chi è al governo. (12 marzo 2019)

Tempo di bilanci nell’Unione Europea

Mancano meno due anni alla scadenza dell’adozione delle Prospettive finanziarie 2021-2027 e non c’è più tempo da perdere per negoziati che si annunciano difficili e che riprenderanno nel corso di marzo, mentre crescono le tensioni tra le parti, in particolare in seno al Consiglio dei ministri, autorità di bilancio insieme con il Parlamento europeo. Superfluo ricordare che su questi negoziati pesa la vigilia elettorale europea di maggio e la scadenza a inizio estate degli attuali Vertici di tutte le Istituzioni europee, ad oggi poco propensi a sovraccaricare di ulteriori conflitti un’Unione già sufficientemente in affanno. (5 marzo 2019)

Quota 100 per l’Unione Europea

Anche per l’Unione Europea esiste una quota 100, che qualcuno vorrebbe si traducesse con una sua pensione anticipata. Per altri quota 100 è l’altitudine da conquistare tra poco meno dei 100 giorni che ci separano dalle elezioni del 26 maggio per il Parlamento europeo, indicate da molte parti, mentre si moltiplicano i sondaggi, come il “giorno del giudizio” dal quale dipenderebbe il futuro dell’Europa. Non sono pochi quelli che vedono nella consultazione di maggio un bivio storico per l’Ue, esposta alla tentazione di derive sovraniste o chiamata a rilanciare un progetto di integrazione economica arrivato al capolinea dopo settant’anni di buoni risultati, ma insufficienti per progredire verso un’Unione politica. (18 febbraio 2019)

Italia sempre più sola nell’Unione Europea

Ha fatto molto parlare e scrivere in questi giorni il richiamo a Parigi per consultazione dell’ambasciatore francese in Italia, una decisione grave, che tra i due Paesi non si vedeva dal 1940, al tempo del fascismo, e mai si era vista tra Paesi membri fondatori dell’Unione Europea. Molto si è detto dei rapporti nella storia tra i due Paesi confinanti, meno si è riflettuto sul significato e il possibile impatto del conflitto nell’Unione Europea.  (12 febbraio 2019)

 

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