Quest’anno il Centro Missionario Diocesano e la Caritas Diocesana di Susa propongono di sostenere con la Quaresima di fraternità la costruzione in Togo, nel villaggio di Agomé-Glozou (diocesi di Aneho), di una nuova parrocchia (chiesa, canonica e locali per il catechismo e la carità) dedicata ai Santi Martiri dell’Uganda.

Situato nella parte occidentale dell’Africa, il Togo confina ad ovest con il Ghana, ad est con il Benin, a nord con il Burkina Faso, a sud (per un tratto di circa 56 km) si affaccia sul Golfo della Guinea dove si trova la capitale Lomé. La popolazione è di 6.145.000 abitanti, distribuiti su una superficie di 56.785 km² (con una densità quindi di 97,7 abitante per km²). La lingua ufficiale è il francese, anche se sono presenti numerosi dialetti locali. Prima dell’indipendenza, ottenuta nel 1960, il Togo è stato colonia della Germania (fino alla fine della Prima Guerra mondiale) e della Francia (fino all’indipendenza). Secondo le ultime statistiche, il 40% della popolazione vive con meno di 1,25 dollari statunitensi al giorno.

Dal punto di vista religioso, il 51% dei togolesi professa l’animismo (religione che si fonda sulla convinzione che tutte le cose sono animate da principi vitali o spiriti, benefici o malefici), mentre il restante 49% è diviso tra cristiani (29%, di cui 21% cattolici, 7% protestanti e 1% di altre confessioni) e musulmani (20%).

Secondo l’Annuario pontificio, la diocesi di Aneho (suffraganea dell’arcidiocesi di Lomé) ha 867.415 abitanti distribuiti su una superficie di 2.712 Km². I battezzati sono 206.233, pari al 23,8% degli abitanti. Le parrocchie attualmente sono 33, i sacerdoti in servizio sono 134 . I diaconi sono 11. I religiosi presenti sono 93 (28 uomini e 65 donne).

Il villaggio di Agomé-Glozou si trova al confine con la Repubblica del Benin. La popolazione, che si aggira intorno ai trentamila abitanti, è suddivisa in maniera quasi paritaria tra animisti, musulmani e cristiani (protestanti e cattolici).

Il compito di costruire dal nulla questa nuova parrocchia è stato affidato dal vescovo di Aneho, mons. Isaac Jogues Agbémenya Gaglo (alla guida della diocesi dal 3 dicembre 2007), ad un suo sacerdote che per alcuni anni ha svolto a Torino il ministero di cappellano (presso l’ospedale Oftalmico) e collaboratore parrocchiale (presso la parrocchia di sant’Ignazio di Loyola) e che, adesso, è ritornato in patria: don Nestore Djougban. Grazie a lui è stato possibile far nascere la collaborazione tra la diocesi di Susa e quella di Aneho, in base alla quale dall’estate 2017 tre giovani sacerdoti togolesi (don Honoré Dzinego, don Marcelo Alemdjrodo e don Silvestro Broohm) sono venuti a prestare il loro ministero da noi (rispettivamente nelle parrocchie di Sestriere, Almese e Sant’Ambrogio), diventando una preziosissima risorsa. Prima di partire per il suo paese, don Nestore ha chiesto il nostro aiuto: la costruzione della nuova parrocchia in Togo non è cosa semplice e, soprattutto, non è priva di difficoltà. La popolazione è povera e la diocesi non ha la possibilità di affrontare da sola tale impresa, che però è necessaria per poter far crescere una salda comunità cristiana. In una lettera indirizzata al Direttore del Centro Missionario Diocesano di Susa, don Nestore scriveva: «Vi porterò nelle mie preghiere – Non dimenticatemi, aiutatemi a realizzare la costruzione della mia nuova parrocchia in Togo, nel villaggio di Agomé-Glozou».

La scelta della costruzione in questo luogo di una ‘nuova parrocchia’ non è casuale. Ai bordi del villaggio, infatti, è stato realizzato un ponte che consente di attraversare il fiume Mono, che separa il Togo dal villaggio di Athièmé, in Benin. Ciò faciliterà i contatti tra i due paesi africani e, soprattutto, il trasporto delle merci che provengono dalla Costa d’Avorio, dal Ghana, dal Togo e, attraversando la Repubblica del Benin, continuano il loro viaggio verso il Nord Benin, Niger, Nigeria e altri Paesi dell’Africa centrale.

Nel villaggio, servito dalla corrente elettrica, ci sono le scuole e il dispensario sanitario. Il locale mercato, grazie al nuovo ponte, è diventato internazionale. Mancano appunto la chiesa parrocchiale, la casa canonica e i locali per la catechesi e la carità.

In base al preventivo che don Nestore ci ha fatto pervenire, tutta l’opera dovrebbe costare 98.750,00 euro. Noi, attraverso la Quaresima di fraternità 2018, potremmo contribuire alla costruzione dell’edificio- chiesa, dedicato ai Santi martiri dell’Uganda, il cui costo previsto è di circa 26.000,00 euro.

È un bel gesto di solidarietà e di gratitudine, attraverso il quale diamo un grosso aiuto alla diffusione della fede cristiana. La nascita infatti di una comunità stabile, con un suo luogo di culto, con strutture solide e adeguate, permette di meglio adempiere al mandato missionario che il Signore ha rivolto ai suoi seguaci: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo ad ogni creatura» (Mc 16,15). E, contemporaneamente, anche di meglio servire i poveri del villaggio, che avrebbero un punto fisso di riferimento. Tra l’altro, il previsto uso di materiale e mano d’opera locale avrà sicuramente una positiva ricaduta sull’economia del luogo, creando occupazione.

Riteniamo questa iniziativa un modo concreto di accendere e mantenere vivo quel “fuoco della missione” che deve animare le nostre comunità parrocchiali, rendendo attuale l’affermazione del Concilio Vaticano II: «La Chiesa che vive nel tempo è per sua natura missionaria, in quanto è dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo che essa, secondo il disegno del Padre, trae la sua origine» (Ad Gentes 2).

Per accendere e mantenere vivo il fuoco della missione è fondamentale creare canali di comunicazione e di sostegno/ aiuto reciproco tra ogni Chiesa locale, guardando con gratitudine ed esultanza le meraviglie che lo Spirito Santo, protagonista della missione (cf. Redemptoris Missio 21-29), opera in ogni parte della terra.

Ricordiamo infine che oggi come in passato «la Parola di Dio non è legata, ma corre fra le genti sulla bocca di tanti cristiani – preti, diaconi, religiosi e laici, uomini e donne, stranieri e autoctoni – e manifesta la sua potenza con la conversione alla fede di persone, famiglie, gruppi di ogni condizione sociale e di ogni cultura, e con la costituzione di nuove Chiese, anch’esse missionarie nel proprio territorio». (Missio-Ufficio Nazionale per la cooperazione tra le Chiese, Vademecum del Centro Missionario Diocesano, Emi, Bologna 2012, 35). Potremo così anche noi scoprire tante ricchezze: lo slancio di fede dei nuovi credenti, la capacità della stessa fede di incarnarsi in culture diverse ed esprimere la sua cattolicità nella varietà delle forme di vita cristiana, la molteplicità dei ministeri, l’importanza della corresponsabilità laicale, i frutti del cammino catecumenale. Auguriamo a tutti noi una Quaresima ricca di conversione e di opere di carità, per poter celebrare con gioia e degnamente la Pasqua del Signore Gesù.

DIAC. MICHELE BENNARDO

DON ALESSANDRO FEDERICI

Il villaggio di AgoméGlozou si trova al confine con la Repubblica del Benin. La popolazione, che si aggira intorno ai trentamila abitanti, è suddivisa in maniera quasi paritaria tra animisti, musulmani e cristiani In base al preventivo tutta l’opera dovrebbe costare 98.750,00 euro. La diocesi di Susa con la Quaresima di fraternità si impegna a contribuire alla costruzione dell’edificio-chiesa, il cui costo previsto è di circa 26.000 euro.

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