L’Organizzazione Sindacale Autonoma di Polizia Penitenziaria ha reso noto che, nella giornata di sabato 12 gennaio, l’Arcivescovo di Spoleto- Norcia, il valsusino Mons. Renato Boccardo, sarebbe potuto rimanere vittima di un’aggressione all’interno del carcere di Spoleto.

Mons. Boccardo, originario di Sant’Ambrogio di Torino, si trovava nella casa di reclusione per celebrare la Messa in onore del Santo Patrono di Spoleto, San Ponziano.

Numerosi detenuti avevano chiesto e ottenuto il permesso di partecipare alla Celebrazione Eucaristica.

Fra le richieste era pervenuta anche quella di un recluso di origine marocchina che, tuttavia, aveva da subito attirato i sospetti degli agenti di Polizia Penitenziaria.

L’uomo, prima dell’inizio della funzione, è stato così perquisito attentamente e addosso gli è stato trovato un rudimentale coltello, fabbricato con una lametta di circa tre centimetri, che gli è stato immediatamente sequestrato.

All’uomo non è stato concesso di entrare in cappella.

La Curia Arcivescovile di Spoleto- Norcia ha reso noto che la Messa è stata celebrata regolarmente e che nessuno si accorto di nulla. Molti detenuti, al termine della funzione, si sono avvicinati all’Arcivescovo per salutarlo, abbracciarlo, consegnargli doni e lettere e per fare qualche foto insieme.

Mons. Boccardo, al termine della celebrazione, è stato avvisato del fatto dal comandante della Polizia Penitenziaria del carcere, Marco Piersigilli. Sulla vicenda è stato mantenuto il più stretto riserbo fino a oggi, martedì 22 gennaio.

Mons. Boccardo, confermando l’accaduto, ha comunque affermato che: “Appena, possibile, tornerò in carcere per far visita a questi fratelli chiamati a costruire la pace nel loro cuore, a recuperare la capacità di progettare e di sognare”.

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