Complice il silenzio di questo secondo lockdown, molti valsusini e  valsangonesi hanno potuto sentire distintamente, a partire dalla tarda serata di sabato 21 novembre, i versi inconfondibili di centinaia, forse migliaia, di gru nella loro fase di migrazione verso lidi più caldi.

A causa del buio, nessuno ha potuto vedere gli stormi, ma il loro richiamo per orientarsi nella notte è stato ascoltato più o meno a partire dalle 22,30 fino all’1,30.

Sono gru che seguono la cosiddetta rotta baltico-ungherese, da est a sud-ovest, andando a svernare in Camargue, nel meridione francese, e più a sud ancora (in Marocco). Evidentemente hanno eletto questa zona come luogo di sosta. Si tratta di una migrazione che ormai interessa più di 200000 esemplari“, commenta il dottor Mauro Moretta, veterinario dell’Asl To3 che dice di averne avvistato uno stormo, composto forse da qualche ritardatario, nella mattinata di domenica 22, sopra cascina Patuana, a Giaveno.

Diversi stormi in migrazione erano già stati avvistati qualche settimana fa, come testimoniano le foto scattate allora dal giavenese Ugo Giai Gischia che qui proponiamo.

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